Gasperini e Pioli sono uomini di campo. La loro accesa discussione a fine Partita è durata pochi secondi  ed è stata risolta dall’intelligenza di entrambi: Gasperini ha riconosciuto di aver esagerato e Pioli ha ammesso che sono cose che capitano. Il problema è proprio questo: capitano cose che non capiterebbero se la Var fosse usata con criterio. Poi, certo, sarebbe stato bello che Gasperini avesse reagito con più serenità al torto subito o che Pioli avesse ammesso semplicemente che il rigore non c’era. Ma purtroppo anche questo è il prezzo da pagare alla decisione di depotenziare la Var.

Dopo Inter ­Fiorentina si era lamentata la Viola, ieri è toccato all’Atalanta, che per bocca di Percassi ha espresso concetti molto duri: «Gli arbitri possono sbagliare, ma stavolta non si può restare zitti. Bisognava consultare la Var e verificare un episodio che era già chiaro. Purtroppo tutto avviene dopo una settimana in cui la Fiorentina ha preparato questa situazione: sembrava che si dovesse compensare in qualche modo». Il riferimento di Percassi è all’ormai famoso «fallo di polpastrello» che ha generato il rigore di Icardi in Inter Fiorentina.

La risposta del presidente viola Mario Cognigni è arrivata rapidamente: «Rimango colpito dalle dichiarazioni di Percassi, immagino volesse intendere che avevamo preparato mediaticamente la gara. Esprimere il proprio giudizio sulla conduzione arbitrale è legittimo, ma reputo grave da parte di un rappresentante di un club, nonché componente del cda di Lega, adombrare dubbi sui comportamenti non consoni di un’altra società e nello specifico della Fiorentina che si è sempre battuta per il rispetto delle regole».

Gasperini a Pioli lo ha detto, e poi lo ha rpetuto in sala stampa: «Martedì non c’era il rigore, ma non c’era nemmeno oggi». Il tecnico viola ha risposto così: «Non ho fischiato io nessuno dei due». E il battibecco è finito lì. In sala stampa, però, Gasperini ha attaccato: «Quella di Chiesa è stata una simulazione netta. È il miglior giovane del nostro calcio, ma ha l’abitudine di simulare e andrebbe punito per questo. La partita è stata condizionata dal rigore, su quell’episodio la Fiorentina ha costruito la vittoria. Spero non si sia trattata di una compensazione, è comunque un errore inconcepibile con tante telecamere e la possibilità di rivedere l’azione».

Pioli, naturalmente, difende Chiesa: «Sta imparando a lottare e a fare a sportellate contro giocatori più grossi di lui. Non è assolutamente un simulatore». Comprensibile presa di posizione, meno comprensibile la lettura dell’episodio incriminato: «Chiesa è stato lucido a rallentare tagliando la strada a Toloi e generando il contatto che porta al rigore. È difficile capire quando viene utilizzata. A noi hanno detto che il protocollo è stato un po’ modificato e va rispettato. Hanno voluto restituire maggiore centralità all’arbitro del campo».

La Gazzetta dello Sport