Ciò che avevano magari sognato i tifosi della Fiorentina più ottimisti si è concretizzato oggi in quel di Empoli. Una squadra quasi perfetta che ha giocato in tranquillità, che ha saputo aspettare e palleggiare, che ha saputo colpire quando c’era da farlo con un Ilicic e Bernardeschi mai così cinici. Alla fine il risultato sarebbe potuto essere addirittura più ampio se Tello e soprattutto Kalinic avessero avuto la freddezza e la precisione adeguata in occasioni abbastanza facili. Ma va bene così, uno 0-4 è sempre motivo di orgoglio e soddisfazione, per di più contro una squadra che faceva di oggi la propria gara dell’anno e che aveva bloccato sul proprio campo la Roma seconda in classifica.

Ormai da un mese stiamo ammirando una Fiorentina diversa. Attenzione, i problemi restano e i miglioramenti da attuare sono tanti ma adesso finalmente questa squadra ha un proprio assetto, un proprio modulo di riferimento, giocatori che giocano nel nel proprio ruolo naturale e un gioco chiaro e delineato. Il cambiamento sperato è arrivato, tardi ma è arrivato.

La partita chiave è stata quel Cagliari – Fiorentina. Borja Valero più dietro, nel suo vero ruolo di centrocampista. Bernardeschi più avanti, nel suo vero ruolo a sostegno della punta. Sousa ha colto nel segno cambiando forma.

Questa è stata la svolta. Se non fosse arrivata probabilmente Paulo Sousa non sarebbe più stato l’allenatore della Fiorentina. La squadra nel primo mese era quella degli ultimi mesi del campionato scorso. Lenta, prevedibile, impacciata. Gli avversari conoscevano a memoria il gioco di Sousa e ormai facevano facilmente punti contro la squadra viola. Poi finalmente il cambio tattico, due giocatori chiave come Borja Valero e Bernardeschi nel proprio ruolo e via, così la Fiorentina è ripartita.
Le uniche pecche sono state il pareggio in casa contro Crotone e Sampdoria, poi solo vittorie e gol. I due pareggi in casa sono arrivati per motivi diversi, contro il Crotone le condizioni climatiche hanno complicato terribilmente tutto e contro la Sampdoria dopo un ora di gioco di predominio assoluto la squadra è calata spaventosamente nella mezz’ora finale. Ma la Fiorentina adesso c’è e può giocarsela con tutti. Poi dipende dalle scelte di Sousa e dal mercato di gennaio se andrà a colmare quelle lacune che la squadra ha.

Oggi Bernardeschi è stata la nota più positiva, 6 gol fino ad ora in campionato, un ruolino molto positivo considerato che ci troviamo a novembre. Oggi per la prima volta dopo tanti anni un giocatore viola dopo il gol è andato ad esultare sotto i tifosi della Fiorentina, accorsi in tantissimi nella vocina Empoli, un gesto aspettato, ma assolutamente non scontato dalle parti dello spogliatoio di Kalinic e compagni. Esultare correndo dai tifosi è un usanza purtroppo poco usata in casa viola, speriamo che oggi Bernardeschi abbia solo aperto questa strada. Un gesto bello, semplice ma molto significativo e che unisce. Un simbolo di cui cui tutti abbiamo bisogno.

La squadra sta facendo passi avanti, la società pure con Antognoni che dal primo gennaio sarà ufficialmente un dirigente dopo essersi svincolato contrattualmente da un incarico con la Federazione italiana.

Avanti, Fiorentina.
Flavio Ognissanti

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