Bucchioni: "Quest'anno la preparazione fisica non è un problema, l'anno scorso Pioli la sbagliò"
Il giornalista ha parlato dell'aspetto fisico dei viola
Intervenuto a Radio Bruno, il direttore di Italia 7 Enzo Bucchioni ha analizzato la situazione della Fiorentina e il momento del suo allenatore: "Non avendo da fare la preparazione estiva, è normale che Vanoli possa utilizzare questa sosta per lavorare su certi movimenti in campo che ancora non si sono visti". Con soli due giorni di riposo concessi alla squadra, il tecnico dimostra di voler sfruttare ogni momento senza la pressione delle gare ufficiali, consapevole di essere in ritardo rispetto ad altri colleghi.
Per il giornalista, il lavoro di queste tre settimane sarà determinante anche per gli assenti: "Se gli otto che sono impegnati con le proprie nazionali tornano a Firenze e trovano i compagni cresciuti, quando vanno in campo renderanno meglio anche loro. Per questo dico che questi giorni sono fondamentali".
Questa pausa insolitamente lunga rappresenta un’incognita per l'intero campionato, ma se per un allenatore subentrato in corsa è un’opportunità straordinaria, resta da capire come la gestiranno gli altri: "Un allenatore che ha già fatto una preparazione, non come Vanoli entrato in corsa, come affronta questo periodo? Sono tutti particolari e valutazioni che sicuramente influiranno sulle prossime giornate".
Sul piano atletico Bucchioni si dice del tutto tranquillo, convinto che i problemi del passato fossero solo psicologici: "Che le cose non siano come lo scorso anno si è già visto sul campo: quello che frenava la Fiorentina era semplicemente un blocco a livello mentale. Appena si è riattivata la testa la squadra è tornata a correre, anche contro il Napoli siamo stati noi a finire la partita in crescendo".
La crescita di giocatori come Mandragora, tornato persino in Nazionale, dimostra che la preparazione funziona e che "il lavoro vada fatto in altri settori: soprattutto dal punto di vista motivazionale e tattico".
Anche lo stato d'animo di Vanoli appare trasformato rispetto alla scorsa stagione, quando "aveva un macigno sulla propria testa che lo condizionava in ogni sua scelta, perché aveva talmente tante cose da fare per salvare la barca che rischiava di perdere la testa". Oggi il mister è più leggero perché sa di avere a disposizione un materiale tecnico importante.
In chiusura, un commento su Nicolò Fagioli e sul centrocampo del futuro: "Fagioli è uno di quei centrocampisti che può ricoprirli tutti e tre i ruoli, volendo potrebbe fare anche il trequartista. In un centrocampo futuro mi immagino una coesistenza con lui, Atta e Oulai. Ma serve lavorarci su, occorre la giusta armonia tra compagni che ancora non c'è: Oulai ancora non ha capito bene i movimenti che deve fare, ma appena Vanoli riuscirà ad inculcarglieli...".