Bucchioni: "La squadra non sa cosa fare in campo, lecito interrogarsi sul valore dell'allenatore"

Bucchioni evidenzia le fragilità espresse dai viola dopo l'ottimo avvio di stagione, auspicando una veloce riflessione sulla guida tecnica

19 gennaio 2025 16:21
Bucchioni: "La squadra non sa cosa fare in campo, lecito interrogarsi sul valore dell'allenatore" -
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Il giornalista ed opinionista Enzo Bucchioni è intervenuto a fine gara ai microfoni di Radio Bruno Toscana per analizzare il pareggio con il Torino e riflettere sul momento difficile vissuto dalla Fiorentina:

"Bisogna interrogarsi sul reale valore dell'allenatore. La squadra appare smarrita, non sa cosa fare in campo, e la sua crescita si è bloccata ormai da un mese e mezzo. Affidarsi esclusivamente alle giocate di Kean non è più sufficiente. Si punta troppo sulle situazioni individuali, ma il calcio è anche strategia e organizzazione. Sentire dire che "siamo in linea con gli obiettivi" ha senso solo a fine stagione, ma intanto tutte le altre squadre stanno recuperando terreno.

Ci sono poi dinamiche interne preoccupanti: i capitani sono stati messi da parte e si percepiscono situazioni poco chiare. L’allenatore sembra avere limiti evidenti, fa fatica ad adattarsi e a trovare soluzioni concrete. Anche oggi, nel corso della partita, le sue scelte sulle sostituzioni sono apparse illogiche: tenere Colpani in campo mentre Gudmundsson veniva sostituito è sembrato un errore evidente. E poi, insistere su Comuzzo, che ha appena 19 anni, che senso ha?

La mancanza di idee è stata lampante: contro una squadra priva di 3-4 giocatori chiave e ridotta in 10 uomini per 60 minuti, non siamo stati capaci di creare nulla. Anzi, l’unica occasione pericolosa nel finale l’hanno avuta loro. Una prestazione del genere deve spingere a una riflessione profonda.

E poi c’è la questione della "sparata" di Pradè la scorsa domenica: quelle parole non sono state dette a caso, evidentemente anche lui vede che qualcosa non funziona. Non possiamo continuare a cullarci sugli allori delle 8 vittorie iniziali. Come sono arrivate, poi? Oltre ai meriti indiscutibili, c’è stato anche un contributo importante di  situazioni fortuite. Ora che il momento magico è svanito, sono emersi i veri limiti della squadra.

Una squadra in inferiorità numerica che non sa cosa fare, che non riesce a sfruttare nemmeno una superiorità numerica di un’ora, è qualcosa che non si può accettare. La prestazione di oggi richiede una riflessione profonda. E se nemmeno il mercato è in grado di invertire la rotta, allora è chiaro che bisogna fare qualcosa di diverso".

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