Borja Valero: "Ci penserei bene prima di cedere uno come Fagioli, in mezzo è il più forte della rosa"

L'ex centrocampista viola ha parlato di Fagioli e del mercato

02 luglio 2026 17:29
Borja Valero: "Ci penserei bene prima di cedere uno come Fagioli, in mezzo è il più forte della rosa" -
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L'ex pilastro del centrocampo viola, Borja Valero, si è concesso a una lunga intervista ai microfoni di Radio Bruno, spaziando tra le attuali dinamiche del calciomercato gigliato e toccanti ricordi personali legati al suo passato a Firenze. Analizzando i possibili movimenti in entrata, lo spagnolo ha predicato equilibrio: “Nel calcio non esistono certezze matematiche. Spesso siamo convinti che un profilo di grido non possa fallire, eppure succede. Credo che Thorstvedt per caratteristiche somigli a elementi già presenti in rosa, anche se porterebbe un pizzico di qualità in più".

Un pensiero speciale è stato poi riservato a Moise Kean, verso il quale si è espresso con l'affetto di una guida: "A Kean parlerei come farebbe un fratello maggiore. Gli consiglierei di isolarsi dalle voci esterne e rimanere focalizzato. Centravanti del suo livello non si trovano facilmente e rimpiazzarlo sul mercato sarebbe un'impresa. Sono convinto che sia lui che De Gea resteranno a Firenze".

Una valutazione importante è arrivata anche sulle sirene di mercato intorno a Fagioli: "Cedere Fagioli al Newcastle? Lo farei solo con un'alternativa già bloccata in mano. Al momento resta l'uomo di maggiore qualità nella mediana della Fiorentina. La sua collocazione ideale è da mezzala, con licenza di inserimento, preferibilmente accanto a un regista puro".

Spostandosi sul legame viscerale con la città toscana, lo spagnolo ha speso parole al miele: “Firenze è una realtà straordinaria e senza rivali, dove ho costruito legami profondi. La mia famiglia adora stare qui e non potrei desiderare un posto migliore in cui vivere".

Il pensiero è andato poi alle imminenti celebrazioni storiche del club: "Vedere il Centenario senza Giancarlo Antognoni sarebbe un colpo al cuore. Per chiunque ami la Fiorentina, lui incarna la storia stessa di questa maglia e dovrebbe guidare i festeggiamenti. Ovviamente accetterò qualsiasi decisione deciderà di prendere”.

Infine, non è mancata una nota di profonda amarezza per il modo in cui si consumò il suo addio alla maglia gigliata, puntando il dito contro la vecchia dirigenza: “Mi ha ferito il modo in cui Corvino ha architettato la mia partenza attraverso una sorta di trappola. Ha diffuso falsità sul mio conto sfruttando contatti giornalistici che avevamo in comune. Accetto che una società decida di fare scelte diverse e fare a meno di un calciatore, ma ritengo di aver ricevuto un trattamento ingiusto che non meritavo”.