La reazione di Mourinho quando è finita Juve-Manchester (quella mano portata all’orecchio a mo’ di sfida in mezzo al campo: e ora non mi insultate più?) è un gesto sbagliato (?) e molto umano. Sbagliato perché ai protagonisti del campo si chiede – anche in virtù dello stipendio che prendono, e a Josè pure per l’età e l’esperienza – di essere superiori a certe provocazioni, benché reiterate; molto umano perché insomma, provate voi a essere insultati per una partita intera assieme a familiari e affini.

Mourinho è comunque coerente con se stesso: è interista da capo a piedi, è provocatore per vocazione, ha avuto un comportamento adeguato al proprio carattere e alle proprie passioni. A guardare bene quella scena carica di tensione, c’è invece qualcosa, o meglio qualcuno, che stride enormemente: Bonucci. Il quale va dall’allenatore a dirgli che no, così non ci si può comportare.

Bonucci, sì, quello che il 31 marzo ha segnato in Juve-Milan il gol dell’1-1 (la partita è poi finita 3-1), ha rivolto lo sguardo ai tifosi bianconeri e ha indirizzato loro quell’antipatico gesto di esultanza, il dito che ruota attorno alla faccia: sciacquatevi la bocca. Dopo averlo fatto per anni da juventino, quel giorno lo ha ripetuto da capitano dei rossoneri. Ha lanciato ai suoi vecchi tifosi il guanto di sfida, un atteggiamento anche coraggioso se poche settimane dopo (ma c’è qualcuno che sostiene si fosse mosso già a gennaio) non avesse chiamato i dirigenti della Juve supplicandoli di riportarlo a Torino.

Per questo, di fronte alla provocazione di Mourinho, non ci siamo stupiti se Dybala è andato da lui a dirgli di farla finita: è stata la reazione di uno juventino che si è sentito irriso. Ci ha invece lasciato senza parole che sia stato Bonucci il primo ad affrontare l’allenatore dello United: come osi provocare i tifosi?

Già: e perché Mou – che juventino non è mai stato – non può farlo, mentre lui non si è sentito in difficoltà a irridere i suoi ex tifosi, tra le cui braccia si sarebbe rituffato di lì a poco?

Calciomercato.com

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