25 Settembre 2021 · 04:57
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Analisi Roma, squadra compatta e veloce nelle ripartenze. Soffre sulla corsia di destra

Esordio a Roma in campionato per la Fiorentina di Vincenzo Italiano. Capiamo quali possono essere le letture tattiche del match

Firenze, stadio Artemio Franchi, 08.02.2020, Fiorentina-Atalanta, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

Prima di campionato a Roma per la Fiorentina del neo tecnico Vincenzo Italiano. Numeri e precedenti di questa partita:

STATISTICHE IN SERIE A (ROMA IN CASA)
Giocate: 81
Vittorie Roma: 39
Pareggi: 27
Vittorie Fiorentina: 15
Gol Roma: 127
Gol Fiorentina: 80

STATISTICHE IN SERIE A (TOTALI)
Giocate: 162
Vittorie Roma: 55
Pareggi: 59
Vittorie Fiorentina: 48
Gol Roma: 208
Gol Fiorentina: 195

Gli unici assenti nella Roma sono Smalling e Spinazzola. Si va verso la conferma di Shomurodov in attacco, attaccante con caratteristiche potrebbero far comodo allo Special One dato che è un contropiedista.

Nella Fiorentina, invece, l’unico assente è Amrabat, alle prese con problemi fisici. Davanti, potrebbe essere confermato Sottil titolare, con Gonzalez subito a segno in Coppa Italia e Vlahovic, partito subito con una doppietta nonostante le sirene di mercati.

SISTEMA DI GIOCO DELLA ROMA DI MOURINHO

Il sistema di gioco base adottato dalla Roma è un 4-2-3-1, con la squadra racchiusa in 30 m e che fa della densità in zona centrale uno dei propri marchi di fabbrica.

La squadra è molto organizzata: sono frequenti infatti le rotazioni, in modo da risultare compatti ed ordinati in fase di non possesso e pericolosi ed imprevedibili con la palla. Altrettanto applicati gli scambi di posizione, fatti anche con l’intento di far rifiatare i trequartisti laterali.

FASE DI POSSESSO

La squadra si schiera prevalentemente con un 2/4-2-2, con:

·     la coppia di centrali difensivi che rimane abbastanza bassa, spesso anche dentro la propria area di rigore, ma che prova, attraverso anticipi e marcature preventive, a favorire una transizione offensiva rapidissima

·     pochi metri più avanti, i due centrocampisti centrali e i due terzini in ampiezza;

·     il trequartista centrale ed il centravanti, dietro il metodista avversario ed entrambi in zona centrale;

·      i due trequartisti laterali, posti negli half-space tra terzini e difensori centrali.

I due centrocampisti centrali sono più vicini tra loro rispetto ai due difensori centrali: è come se si formasse un trapezio, dove sulla base maggiore si posizionano i due centrali di difesa, con sulla base minore occupata da dai due centrocampisti bassi. Questo garantisce una doppia linea di passaggio diagonale verso il centro e, allo stesso tempo, attrae verso il centro il pressing avversario e libera maggiormente i due terzini.

I terzini non sono alla stessa altezza: uno è più basso e garantisce uno scarico semplice, mentre l’altro è più alto, pronto già a ricevere il cambio di gioco, molto spesso cercato e trovato.

FASE DI NON POSSESSO

La squadra si schiera con un 4-4-2, dove:

·     il quartetto difensivo rimane stretto ed in linea, con i terzini in direzione degli angoli dell’area di rigore ed i centrali equidistanti;

·      I due centrocampisti centrali davanti alla difesa e, in ampiezza, i due trequartisti laterali che arretrano, ma che rimangono qualche metro più avanti rispetto ai centrali;

·     Infine, il trequartista centrale che va ad affiancare l’attaccante centrale.

La tattica difensiva è fedele alla migliore tradizione del mago di Setubal.

Tutti partecipano attivamente alla fase di non possesso, rimanendo compatti sotto la linea della palla.

Gli undici in campo si posizionano su tre linee molto vicine e che si avvicinano ancora di più man mano che la squadra indietreggia, fino ad arrivare quasi ad arroccarsi al limite dell’area di rigore.

Il baricentro della squadra è medio-basso. La difesa cerca di rimanere relativamente alta, sulla propria trequarti, salvo poi indietreggiare sul tempo del cambio gioco (per esempio tra terzino destro avversario ed ala sinistra avversaria) oppure su palla scoperta alle mezzali. In ampiezza, invece, i giocatori scivolano lateralmente in zona palla, coprendo circa due terzi del campo: i trequartisti laterali sul lato debole, mentre il trequartista sul lato forte va in pressione sul terzino o in raddoppio.

Più che i ruoli, prevalgono le posizioni: è difficile trovare la retroguardia schierata con meno di 6 uomini (disposizione tipica 4+2) a difendere il fortino e questo grazie a cambi di posizione rapidi.

SUGGERIMENTI

·     Bisogna togliere la profondità agli attacchi della Roma, per cui sarà opportuno rimanere con le linee strette

·     Concentrando i propri attacchi sulla sinistra, potrebbero emergere i limiti difensivi di Karsdorp, che soffre particolarmente sui tagli delle ali o sugli inserimenti delle mezzali.

·     In generale, sulle fasce bisognerebbe proporsi in continua sovrapposizione, in modo da costringere anche i trequartisti laterali a ripiegamenti profondi.

·     Sulle punizioni laterali, la Roma tiene la linea abbastanza alta: questo crea degli spazi, all’altezza del dischetto del rigore.

MARZIO DE VITA

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