15 Maggio 2021 · 13:02
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Allenatore scelto da Commisso, mercato con indicazioni di Iachini. Pradè resti, ma per decidere

La maggior parte dell'ambiente viola non vuole la conferma di Daniele Pradè come direttore sportivo, che comunque sarà affiancato da un nuova figura dirigenziale, ma la cronaca di quello che è successo in casa viola negli ultimi 12 mesi, gioca a favore del direttore

L’opinione in questo momento è parecchio impopolare nell’ambiente Fiorentina, ma oggi bocciare definitivamente Daniele Pradè in questa stagione vuol dire non conoscere a fondo quello che è successo negli ultimi 12 mesi in casa viola.

Riepiloghiamo

Alla fine della stagione scorsa il direttore sportivo viola sente più di un allenatore, convinto che la missione di Iachini sia finita con la fine della stagione e la salvezza raggiunta. Cosi, insieme con Joe Barone, non è un mistero, la Fiorentina raggiunge un accordo di massima con Ivan Juric, allenatore rivelazione del Verona, ma Commisso blocca tutto. Ha deciso di confermare Iachini.

Cosi parte la nuova stagione, i due grandi obiettivi del mercato, ovvero centravanti e regista, vengono falliti per motivi diversi. Sul centravanti pesano i no dei grandi nomi come Milik e Belotti, a quel punto la società decide di puntare su Vlahovic, Cutrone e Koaumè. Ad oggi, scelta azzeccata da parte di Pradè. Sul regista invece pesa il giudizio di Iachini, che annuncia, anche pubblicamente, come Amrabat possa giocare regista davanti alla difesa. Una scelta totalmente sballata.

La sostituzione di Chiesa, venduto alla Juventus, invece è il trionfo del fallimento delle scelte tecniche di Iachini che chiede e ottiene Callejon, indicato dal tecnico viola come sostituto dell’ex gioiello viola. Callejon si rivela un vero e proprio flop con lo stesso allenatore che non lo mette in condizioni di poter incidere, a partire dal modulo, quel 3-5-2 non adatto alla caratteristiche dello spagnolo ex Napoli.

In tutto questo anche lo spogliatoio non rimase particolarmente contento della conferma di Iachini, si aspettava un cambio di passo e ambizioni più alte di classifica.

Cosi parte il campionato viola e quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Classifica e risultati annessi.

Ecco perchè, ad oggi, indicare Daniele Pradè come maggiore responsabile di questo disastro è fuori dalla cronaca di ciò che è avvenuto. Certo, si può incolpare il direttore sportivo di qualche acquisto non proprio azzeccato (vedi Kouamè) ma le scelte più importanti, quelle che hanno determinato la stagione, non sono state fatte dal direttore sportivo.

Ad aiutare il direttore, dovrebbe arrivare, come già annunciato un mese fa, una nuova figura dirigenziale ad affiancare Pradè, con Joe Barone che si occuperà di compiti più amministrativi e istituzionali.

Questo è il vero cambiamento che bisogna apportare nel futuro. All’interno di una società di calcio il direttore sportivo è una figura centrale. Guardate Milan e Inter ad esempio, Marotta e Maldini hanno avuto l’incarico delle rispettive proprietà e stanno operando avendo carta bianca. Poi verranno giudicati in base ai risultati, ma come detto, hanno libera scelta e piena autonomia. Quella autonomia che invece in casa Fiorentina non ha mai avuto Pradè e che resta condizione imprescindibile per giudicare il lavoro del direttore sportivo.

Questo lo sa anche Commisso, che ha confermato Pradè al suo posto, ma bisogna cambiare questo modus operandi oppure, Pradè o non Pradè, la storia in casa viola non cambierà.

Flavio Ognissanti

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