Spalletti e Allegri non rinunciano ai loro uomini maggiormente in forma e non riservano quindi quasi nessuna sorpresa nelle formazioni iniziali. L’unica forse, sebbene fosse stata ampiamente prevista alla vigilia, è quella di Cuadrado impiegato come terzino destro. Nel suo solito ruolo, ovvero l’ala destra nel trio d’attacco, gioca Douglas Costa, con Mandzukic sull’altro lato a supportare la punta, Gonzalo Higuain. Dybala parte dalla panchina. Accanto a Cuadrado invece, il reparto difensivo è completato da Rugani, Barzagli e Alex Sandro, con Buffon tra i pali e Chiellini che rappresenta l’assenza pesante tra i bianconeri. In mezzo al campo la regia spetta a Pjanic, ben protetto da Khedira e Matuidi. Tutto confermato anche in casa Inter, con la coppia Skriniar-Miranda davanti a Handanovic e Cancelo e D’Ambrosio sugli esterni. In media agiscono Vecino e Brozovic, mentre Borja Valero si accomoda in panchina. In fase offensiva torna dal primo minuto Candreva, con Rafinha al centro e Perisic sulla fascia sinistra. In attacco ovviamente il riferimento è Mauro Icardi.

Strada Juve in discesa: prima il gol di Douglas Costa, poi il rosso a Vecino

La sfida, come prevedibile, vede grande intensità sin da subito da parte di tutte e due le squadre. Il primo brivido però è di marca Juve, su un cross sporcato di Douglas Costa su cui si avventa D’Ambrosio di testa, a evitare guai peggiori per i suoi. Tempo quattro minuti e i bianconeri incassano il primo giallo del match, indirizzato a Cuadrado per un fallo in ritardo su Perisic. La chiave tattica di Allegri è chiara fin dall’inizio, con Matuidi a fare da schermo all’impostazione di Brozovic. Il primo quarto d’ora la capolista si fa comunque preferire e al 13′ trova anche il vantaggio. Cuadrado crossa verso il centro, Matuidi non tocca e la palla arriva a Douglas Costa che, in una frazione di secondo, controlla e incrocia col mancino, lasciando di sasso Handanovic. Il VAR controlla la posizione e l’eventuale tocco del centrocampista francese. Tutto buono, Juve avanti. Di gol e anche di uomini perché appena due minuti dopo l’Inter rimane anche in 10. Vecino interviene in ritardo e in modo duro su Mandzukic, beccandosi inizialmente solo l’ammonizione da Orsato. Il direttore di gara va a rivedere l’episodio e cambia idea, estraendo il cartellino rosso per l’ex viola. L’attaccante croato rientra in campo, ma fa fatica a non accusare dolore. I ragazzi di Spalletti ritrovano comunque subito lo spirito giusto e si espongono in avanti con l’azione personale di Perisic, chiusa da una brutta conclusione che termina ampiamente a largo. Nettamente meglio il tentativo vicino la mezz’ora di Candreva che da 30 metri trova l’incrocio e, per sua sfortuna, anche i guantoni di Buffon a dirgli di no. Nel frattempo c’è stata un’altra polemica arbitrale per un fallo in ritardo di Pjanic, già ammonito, non sanzionato con il secondo giallo.

Ancora VAR protagonista

La Juve contiene il momento positivo dei nerazzurri e torna a rendersi pericoloso nel finale di primo tempo con il solito Matuidi, presente da tutte le parti, che di testa non inquadra lo specchio. Il clima a San Siro è infuocato e ogni minimo contatto diventa occasione di protesta. Brozovic ci prova su punizione, ma non va oltre il calcio d’angolo. Dall’altra parte invece la situazione torna caotica e la VAR diventa nuovamente protagonista. Su un rimpallo in area, Higuain fa da sponda con il petto, Mandzukic viene fermato da Skriniar e alle sue spalle arriva Matuidi che insacca. La rete viene inizialmente convalidata, ma poi l’aiuto tecnologico annulla tutto per un giusto fuorigioco. Il primo tempo si chiude dopo quasi otto minuti di recupero e sotto una pioggia di fischi.

Icardi realizza il pari

Nessun cambio al rientro in campo delle due squadre, ma l’Inter ha dentro di sé ancora più rabbia e determinazione del primo tempo. La Juve mostra le sue paure sbagliando un paio di disimpegni e dopo soli sette minuti arriva il gol del pari. A realizzarlo il solito Mauro Icardi, all’ottavo centro contro i bianconeri, che senza alcun tipo di contrasto insacca di testa alle spalle di Buffon. La rete carica i nerazzurri che tornano a protestare nei confronti di Orsato per un altro intervento in ritardo di Pjanic, anche questa volta graziato dall’arbitro. Nonostante queste continue tensioni, l’Inter è nel momento migliore della partita e continua a esprimere uno straordinario carattere. Poco prima dell’ora di gioco ecco che si aggiunge il tentativo dalla distanza di Rafinha, troppo centrale per impensierire il numero della Juve.

Autogol di Barzagli e l’Inter si porta avanti

L’inferiorità numerica sembrava avercela la squadra di Allegri e al 65′ i nerazzurri completano la rimonta. Perisic vola via sulla fascia, sterza su Cuadrado – che non può commettere fallo perché già ammonito – e serve in mezzo. Nessuno dell’Inter tocca, ma ci pensa Barzagli a mandarla per errore nella propria porta e portare in vantaggio i padroni di casa. L’allenatore bianconero inserisce subito Dybala e Bernardeschi per Khedira e Mandzukic, ma la Juve accusa il colpo e ci mette un po’ a reagire. Serve un calcio piazzato e ad incaricarsi della battuta è Dybala. Handanovic fa un passo nella direzione sbagliata, si corregge e in volo sventa il tentativo della Joya, mandando la sfera in angolo. Dal corner ci riprova Douglas Costa con una conclusione velenosa che Skriniar rimanda nuovamente al calcio dalla bandierina. La squadra di Spalletti comunque non demorde e continua ad attaccare in contropiede. Su una di queste è Candreva a mettere in apprensione la difesa bianconera, con Icardi che, sul cross del compagno, non arriva sul pallone per un passo.

Ribaltone Juve, Napoli spedito a -4

La Juve però non muore mai e nel finale di gare succede l’incredibile. A tre minuti dal termine Cuadrado penetra in area di rigore, salta il neo entrato Santon e prova a buttarla in mezzo. Il cross del colombiano viene deviato nella propria porta di Skriniar e i bianconeri, con lo stremo delle forze, trovano il pareggio. Non è ancora finita qui però perché il ruolo di Pazza questa volta spetta proprio alla squadra di Allegri che, a un passo dal 90′, ribaltano un’altra volta il punteggio e realizzano il 3-2. È Higuain a siglare il gol della vittoria, perso dalla difesa nerazzurra sulla battuta di un calcio di punizione. Nel finale Skriniar interviene in modo energico sul Pipita, ma Orsato lascia correre. L’ultima speranza interista è invece sui piedi di Perisic che, forse troppo stanco, esegue nel modo peggiore la conclusione e spegne l’ultimo cero nerazzurro. La Juve porta a casa una partita incredibile, ricchissima di intensità, di episodi ed emozioni. Tre punti che possono rappresentare la stoccata decisiva al campionato, in quella che si stava trasformando nella notte degli incubi.

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