«Guardo spesso le partite in cui è impegnato Kanté per cercare di rubargli qualche segreto».

Il mito di Jordan Veretout è uno degli eroi della Francia di Deschamps. Il centrocampista viola è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, queste le sue parole:

«Per me Kante è stato il simbolo della nazionale che ha vinto il Mondiale».

Questione di ruolo. Questione di temperamento. Veretout è il Kanté della Fiorentina. Centro sportivo Davide Astori, allenamento appena concluso. Il guerriero Jordan quando indossa la tuta di rappresentanza cambia pelle. E la furia agonistica si trasforma in sorrisi e momenti di timidezza. Il tutto condito da un italiano che sta migliorando ma che ancora lo imbarazza. Veretout è la faccia di una Fiorentina ambiziosa. Che ha voglia di mettersi in gioco. Lui è stato il primo ad accettare una nuova sfida cambiando ruolo. Non più mezzala con licenza di attaccare ma play davanti alla difesa.

«È un progetto tattico che mi piace. Ma devo ancora imparare tante cose. Per fortuna, ho un maestro severo ma bravo come Pioli. Spero di lavorare ancora tanti anni con lui».

La Fiorentina è «l’anima francese» del campionato di Serie A.

«Ci sono spesso giornalisti che vengono da Parigi per intervistarci. Le nostre partite sono proposte dalla tv francese. Siamo seguiti con grande simpatia e curiosità».

E siete terzi in classifica.

«Ma non facciamo calcoli. Non guardiamo chi ci sta davanti. Il segreto è vivere alla giornata con l’obiettivo di tornare in Europa. Con il nostro stile e il nostro modo di vivere le partite».

Che sarebbe?

«Nella Fiorentina possono segnare tutti. Abbiamo grandi attaccanti, centrocampisti che hanno l’attitudine al gol e difensori come Pezzella e Vitor Hugo che possono andare a segno di testa sui calci piazzati. Chi ci affronta non sa mai da quale parte può arrivare il pericolo. Attacchiamo in dieci e ci difendiamo in dieci. Proprio come la Francia campione».

Lafont volte rischia troppo nei rinvii.

«Noi ci fidiamo di lui, sa quando rischiare il passaggio corto e quando scaraventare via il pallone».

Poi, ci sono i gioielli di casa Chiesa e Simeone.

«Talenti straordinari. Ma, solo per restare all’attacco, sono tutti importanti. Anche Pjaca, Eysseric, Vlahovic, Graciar, Sottil, Thereau, Mirallas. La nostra forza è il gruppo».

Domani affronterete la Lazio all’Olimpico

«L’anno scorso ho segnato tre gol alla squadra di Inzaghi e ho perso. Stavolta ne vorrei fare uno e vincere. Andiamo convinti di disputare un’ottima partita».

Cosa le piace del calcio italiano?

«Tutto. La cura degli aspetti tattici, il calore della gente, la presenza di tanti grandi giocatori. Ronaldo ha dato ulteriore valore. Vedrete che sulla scia del campione portoghese ogni anno arriveranno nuove stelle».

Il suo obiettivo è indossare un giorno la maglia della nazionale francese.

«È un sogno che cerco di coltivare migliorando il mio calcio di giorno in giorno. Vedremo. Non ho mai parlato con Deschamps, è un grande. Ha vinto il Mondiale da calciatore e da allenatore».

La Fiorentina vorrebbe allungarle il contratto.

«Nel calcio si vive alla giornata. Quello che si pensa oggi potrebbe essere diverso tra otto mesi. Però io sto bene a Firenze».

Come gruppo francese vi frequentate anche fuori dal campo.

«Spesso ospito tutti a casa mia. E cucino io. Cucina italiana, naturalmente. La pasta piace a tutti».

 

ALTRE PAROLE DI VERETOUT: “VI RACCONTO I FRANCESI. LAFONT, THEREAU, EYSSERIC, DABO…”