27 Settembre 2021 · 00:30
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Venuti: “Prima va trovata un’identità poi gli obiettivi. Vlahovic sta dimostrando di voler restare”

"Stupito dalla ricerca dei particolari di mister Italiano"

Oggi in conferenza stampa dopo la seduta di allenamento si è presentato Lorenzo Venuti, terzino della Fiorentina cresciuto nelle giovanili gigliate:

Estate 2019 tornasti a Firenze ma c’era la sensazione che tu potessi partire di nuovo.. Ora sei un leader carismatico, come stai vivendo questo momento?

Lo sto vivendo come un sogno che si avvera, non l’ho mai nascosto, è sempre stato un mio obiettivo quello di affermarmi qua e diventare uno dei punti fermi della squadra. Sono contento di aver trovato lo scorso anno continuità sul campo, spero di poter continuare così. Per me è motivo d’orgoglio, è quello che ogni volta che scendo in campo cerco di trasmettere. Se i tifosi ed i miei compagni se ne sono accorti vuol dire che sto facendo un buon lavoro.

Gli ultras dicevano “se avete dei dubbi, chiedete a Lollo”? Cosa ti senti di dire ai calciatori? Sogni di diventare capitano?

Io quello che posso cercare di trasmettere è quello che significa giocare per questa maglia, rappresentare la città. Credo che ogni giocatore debba avere le sue motivazioni personali, quando vanno di pari passo con la squadra vuol dire che c’è il giusto rapporto. Voglio far capire cosa significa Firenze e che cos’è la Fiorentina. Perchè sono di Firenze e me lo sento più addosso rispetto ad altri giocatori. Per me la fascia di capitano sarebbe un orgoglio, ma il nostro è comunque German Pezzella, la persona a cui fare capo e rispettare. Se dovesse andar via la società, l’allenatore ed il gruppo sceglieranno il capitano.

Nel 4-3-3 dovresti essere più difensivo, ma Italiano vi chiede grande spinta. Come cambia dal punto di vista tattico? In questo gioco delle coppie l’altro terzino è Lirola. Come lo vedi?

Personalmente mi trovo più a mio agio in una difesa a quattro piuttosto che a cinque, sono contento di quella che è la filosofia del mister. Non c’è bisogno di limitarsi a difendere. Per quanto riguarda Lirola non so le sue decisioni, è un giocatore forte e l’ha dimostrato più volte. Credo che sia un valore aggiunto per la squadra ed anche per me personalmente quando competi con un giocatore bravo c’è sana competizione e si alza il livello della squadra.

Sei un fiorentino cresciuto nella Fiorentina. E’ un sogno tra qualche anno avere più di un Venuti in prima squadra?

Credo che tutto sia realizzabile, l’importante è sposare a pieno questa linea guida. Credo che di ragazzi bravi ce ne siano tanti. Penso che se i ragazzi ci credono ed è veramente quello che vogliono si possa avere tanti fiorentini all’interno della società e questo sarebbe un motivo di vanto.

C’è una cosa più delle alte per la quale Italiano può diventare decisivo?

Io credo che quello che parla del Mister sono i risultati il fatto di essere partito dal basso ed aver vinto campionati. A livello mentale è un vincente. Lo scorso anno lo Spezia ha raggiunto la salvezza con un’identità, credo che sia il primo obiettivo che noi dobbiamo avere. Da quella vedremo dove riusciremo ad arrivare.

Vengono citate molto le catene, quale lavoro vi chiede Italiano?

Il lavoro che ci chiede il mister è molto di costruzione, tutti gli undici in campo devono essere in grado di gestire la fascia. Anche lateralmente. Non è un possesso palla sterile a se stesso, bisogna cercare di fare gol. Tutti siamo utili e nessuno indispensabile.

Quant’è stato importante per te quando Prandelli ti ha nominato il neo Jorgensen? Bonaventura ha detto per non ripetere gli errori dello scorso anno serve ripartire dall’umiltà, sei d’accordo?

La cosa che per me ha fatto la differenza è la continuità con cui mi hanno scelto per giocare da titolare, credo che per un giocatore sia fondamentale. Trovi cose che quando giochi meno non hai. Sono d’accordo con Jack, ci siamo trovati a lottare con realtà che non ci appartenevano. Il primo step deve essere trovare un’identità. Una volta trovato questo si potranno trovare altri obiettivi.

Un giudizio su Terzic… quale consiglio ti senti di dare a questo giovane per credere ancora di più?

Dico a Terzic semplicemente di continuare a lavorare, sono persone che vogliono arrivare. Credo si possa togliere soddisfazioni…

Un tuo pensiero su Zazzeri che ha conquistato una medaglia d’argento nella 4×100?

Felicissimo del risultato raggiunto, motivo d’orgoglio, poi fiorentino tifoso della Fiorentina.

Ieri l’altro mister Italiano ci ha parlato del suo dispiacere nel non avere i Nazionali, quant’è importante il lavoro che stai facendo sul campo?

Fondamentale averli tutti quando hai un mister nuovo con nuova filosofia. Si stanno allenando molti ragazzi della Primavera, questo sta aiutando la squadra. Quando torneranno i Nazionali il livello si alzerà.

Sembra quasi che a volte tu parli da tifoso della Fiorentina, perchè Vlahovic dovrebbe restare in maglia viola?

Già avevo risposto a questa domanda. Io credo che Dusan abbia un futuro inimmaginabile davanti. Gli dico che è giusto che segui i suoi sogni, non sono il tifoso che mette paletti ad un giocatore. Chi è qua deve esserci perchè ci vuole stare. Lo sta dimostrando in campo.

In questi primi giorni di ritiro, quale tipologia di allenamento di mister Italiano ti ha maggiormente stupito?

Quello che più mi ha stupito è la ricerca dei particolari, è un allenatore che si vede che studia molto calcio, che l’ha vissuto e che lo vive molto intensamente. Quello che ci chiede è un gioco minuzioso nella scelta della giocata, nel veder prima quello che dobbiamo fare deve quasi diventare un meccanismo autonomo quello che facciamo in campo. Ed è proprio la ripetitività che lui ci sta proponendo che arriveremo ad avere questi meccanismi dove i giocatori penseranno tutti allo stesso modo.

 

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