Giovedì scorso, quando Spadafora e Gravina si sono incontrati, si sono dati appuntamento per la fine della prossima settimana, quindi per venerdì. A quel punto, a soli 3 giorni dalla scadenza del lockdown, la situazione sarà più chiara e si potrà capire che margini ci saranno per una riapertura dei centri sportivi.

La ripresa degli allenamenti, infatti, è il primo passo per immaginare un effettivo ritorno in campo: occorre che gli atleti siano in condizione adeguata per tornare a giocare e l’ipotesi è che ci vogliano 3 o 4 settimane di lavoro perché accada. Anche perché, almeno inizialmente, le sedute non coinvolgeranno l’intera squadra, ma si comincerà a piccoli gruppetti, così da limitare gli assembramenti. Insomma, tutto verrà fatto per gradi. E Gravina ha promesso a Spadafora che un’apposita commissione medico scientifica studierà un protocollo per garantire la salute dei giocatori e anche dei componenti dello staff, tra allenatori, preparatori e me- dici, che dovrà seguirli.

Tra l’altro, c’è da considerare anche un ulteriore aspetto, o meglio un obbligo: chi è partito ha dovuto trascorrere, o sta ancora trascorrendo, un periodo di isolamento dei soliti 14 giorni nel proprio Paese, ma dovrà fare lo stesso anche quando tornerà in Italia. 

Lo riporta Il Corriere dello Sport.