Valcareggi durissimo: "Sto sui cog..... a Ferrari, infatti non mi hanno invitato al centenario e non andrò"
Il noto tifoso viola ha criticato il direttore generale viola Alessandro Ferrari
Nel suo consueto appuntamento del venerdì su Lady Radio, Furio Valcareggi ha affrontato con durezza il caso legato a Giancarlo Antognoni e alla sua decisione di non partecipare alle celebrazioni per il Centenario della Fiorentina. Secondo il procuratore, una figura del calibro dell'ex numero dieci non dovrebbe nemmeno aver bisogno di una convocazione formale: «Un simbolo come Antognoni non ha alcuna necessità di ricevere un invito. Questa città, a cui ha offerto l'anima, l'intelletto e le gambe, rischiando persino la vita sul terreno di gioco per difendere i nostri colori, è una piazza complessa e severa, dove decidere di legarsi a vita è una scelta coraggiosa. Avrebbe potuto calcare i palcoscenici più prestigiosi ovunque, ma ha preferito restare radicato qui, dando prova di un attaccamento che lo consacra per sempre. Ogni volta che lo si incrocia, bisognerebbe solo portargli rispetto per l'immenso valore calcistico che ha regalato alla Fiorentina. È rimasto a Firenze accettando compensi dimezzati rispetto ad altre stelle, pur essendo il faro della Nazionale in un'epoca in cui rappresentava il vertice assoluto del calcio sul pianeta».
Valcareggi ha poi giudicato negativamente l'atteggiamento del club: «L'approccio della società è apparso glaciale, formale e privo di empatia. Si percepisce chiaramente che non ha ricevuto un trattamento dignitoso all'interno della società, una situazione che ha poi condotto alla rottura e al suo allontanamento. Personalmente, avrei comunque preso in considerazione la proposta di Barone per guidare il vivaio. C'è chi in città lo dipinge come una persona superba e distante, ma la sua presa di posizione è del tutto comprensibile. Rinunciare a una colonna come lui durante il centenario rappresenta un fallimento per tutti».
Il procuratore ha poi spostato il mirino sull'attuale direttore generale della Fiorentina, muovendogli dure critiche per la gestione dei rapporti personali: «Ferrari rappresenta il fulcro di queste tensioni: non sopporta Giancarlo e, di conseguenza, questa avversione si riflette sulla percezione dei Commisso. Posso citare direttamente la mia esperienza», ha proseguito, «Mio padre Ferruccio ha dedicato una vita alla Fiorentina, guidandola dalla panchina e offrendo la sua competenza come consulente ai Pontello, eppure la mia famiglia è stata ignorata. Il punto è che io non sono gradito a Ferrari. Ha persino evitato di presenziare al Torneo Rocco alla Settignanese solo perché la struttura porta il nome di mio padre. Nutrono un forte risentimento nei miei confronti, nonostante gli inviti formali di Romei e il fatto che, negli anni passati, la società avesse sempre assicurato la propria presenza».
In conclusione, Valcareggi ha voluto mandare un messaggio chiaro alla proprietà sul valore dell'appartenenza ai colori viola: «La Fiorentina appartiene al popolo fiorentino: l'attuale dirigenza ne detiene soltanto la gestione temporanea. Ed è per questo che la città ha tutto il diritto di farsi sentire con forza».