20 Settembre 2021 · 16:47
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BUON PUNTO CON LA ROMA, MA COSI’ NON SI VA IN EUROPA! URGONO RIMEDI: FUORI SIMEONE, DENTRO VLAHOVIC, CHIESA SECONDA PUNTA. L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

In teoria la Fiorentina, ottava dopo l’11esima giornata di campionato, è in linea con i programmi societari. Settimo, ottavo posto, stà a guardà r’capello… direbbero a Roma. In teoria la Fiorentina arriva da tre risultati utili consecutivi, gli ultimi due con il Torino (oggi 4-1 in trasferta alla Samp) e Roma (obiettivo dichiarato: la Champions League), che non sono da disprezzare. Ancora in teoria la Fiorentina nelle prossime due giornate affronterà Frosinone e Bologna in trasferta (rispettivamente penultima e quintultima della classifica) e nelle restanti sei Juve in casa, Milan in trasferta, ma anche Sassuolo e Genoa fuori, Parma ed Empoli in casa. Sedici punti teorici (frutto di quattro vittorie e quattro pareggi) che concluderebbero il girone d’andata a 32 punti. 64 totali a fine campionato. Che se rapportati alle ultime 5 stagioni assicurerebbero un piazzamento tra il 5° ed il 6° posto. Quindi, in teoria, perchè preoccuparsi? Ma andiamo con ordine…

DALLA TEORIA ALLA PRATICA: questa la teoria, la pratica è ben altra cosa. La pratica dice che la Fiorentina non vince dal 30 settembre contro l’Atalanta. La pratica dice che dal 26 settembre (sconfitta con l’Inter a Milano) la Fiorentina non ha più giocato a calcio. Ancora in pratica la Fiorentina, nelle ultime 4 partite, ha perso: 9 punti dal Milan, 6 da Atalanta e Lazio, 5 dal Torino, 3 dal Sassuolo, 1 dalla Sampdoria. Solo per citare le concorrenti dirette all’Europa League. Aggiungiamo che la Fiorentina non realizza un gol su azione dal 23 settembre (3-0 alla Spal, da allora un’autorete, un rimpallo a Torino, 3 rigori di Veretout, una calcio da fermo di Biraghi), e che sempre la Fiorentina è si la terza miglior difesa con 9 gol subìti (dopo Inter e Juve), ma di contro è l’ottavo attacco con 17 gol. Peccato che sei di questi siano stati realizzati contro il Chievo, una squadra praticamente già retrocessa. Sennò…

QUALI SOLUZIONI? Fin qui la realtà, il presente. Ma a noi interessa il futuro. E ripetiamo ciò che abbiamo scritto nel titolo: di questo passo, con questo rendimento (sopratutto quello recente), la Fiorentina non va in Europa. Nemmeno passando dalla porta sul retro (leggi settimo posto, che darebbe accesso ai preliminari di Europa League). Ci hanno insegnato che nella vita non esistono problemi, esistono soluzioni. La rosa della Fiorentina è ampia e variegata, non ci sono coppe di mezzo (se non la coppa Italia, da gennaio 2019), quindi Pioli ha vasta possibilità di scelta. Ma la domanda è: Pioli è in grado di trovare soluzioni? Ha il coraggio e la personalità per adottarne? E se anche fosse in possesso delle sopracitate qualità, avrebbe libertà di manovra per cambiare, rovesciare, rivoluzionare? All’ultima non possiamo rispondere. Non abbiamo le prove. Vi poniamo il dubbio (per noi anche più di un dubbio…) ma lasciamo ai posteri l’ardua sentenza. Sulle prime due, invece, ci soffermiamo volentieri.

TRA CERTEZZE E SCOMMESSE: saremo brevi, per non annoiare. Quando sei in difficoltà, devi puntare sulle certezze, sulle cose buone che hai e che riesci a produrre. La Fiorentina ha un’ottima difesa, un centrocampo (come rosa) numeroso ed eterogeneo, un attacco povero (di uomini, di risultati, di alternative). Ergo, la Fiorentina di Pioli, deve puntare (in primis) sulla difesa, e poi sul centrocampo. Abbiamo detto folto, quasi affollato. In assenza del regista, un centrocampo muscolare, perchè no? Schierata a tre l’attuale mediana non costruisce e non difende, quindi ci auguriamo (già da Frosinone) un centrocampo a quattro: chessò… Veretout e Benassi nel mezzo, con Gerson a sx ed Edimilson a dx. Un 4-4-2 che Pioli ci ha fatto vedere nel secondo tempo con la Roma, e che non ci è dispiaciuto.

RIVOLUZIONE IN ATTACCO: davanti, invece, va cambiato quasi tutto. Riaffermato che la Fiorentina è forte, fortissima in difesa, numerosa a centrocampo (ricordiamo che c’è anche Norgaard), è invece carente e sofferente in attacco. Dove Simeone non la prende mai. E quando la dovrebbe prendere (vedi l’assist di Chiesa contro la Roma) si ferma o non ci crede abbastanza. Allora la soluzione potrebbe essere l’avanzamento di Chiesa a seconda punta (l’unico pericoloso, che dribbla, entra in area, tira in porta) e Dusan Vlahovic attaccante centrale. Qualcuno può dire: un 19enne titolare dell’attacco di una squadra che ambisce all’Europa? Noi rispondiamo: Vlahovic è il classico centravanti boa, dal grande fisico, che può fare reparto. Può far salir la squadra, può fungere da terminale per un centrocampo muscolare: che non produce gioco, ma che lo interrompe, recupera palla e cerca subito la prima punta. Insomma, ci rendiamo conto che stiamo raschiando il barile, contrariamente alle previsioni che vedevano Pjaca trequartista, Simeone goleador, Gerson facitore di gioco, etc, etc… Le cose, però, cambiano. Ad oggi la Fiorentina, al netto di una condizione fisica che dovrà migliorare (dopo i fasti settembrini), non può riproporre il 4-3-3 con Simeone unica punta, Pjaca esterno a sx, ed un centrocampo spoglio che non propone e non protegge. A volte è più utile ricorrere all’usato sicuro: 4 centrocampisti di ruolo (tra mediani, interni e mezzeali), una seconda punta di movimento e di raccordo (Chiesa), ed un centravanti fisico, che sgomita e fa salire la squadra (Vlahovic). In attesa di Pjaca, Mirallas, Simeone, e compagnia bella. Loro pensino ad allenarsi, a migliorare, a progredire. Intanto il campionato va avanti, e la Fiorentina non può aspettare…

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