Per il Ros Rocco Commisso avrebbe finanziato i clan della Locride. La Fiorentina smentisce
Secondo il Ros Rocco Commisso avrebbe finanziato alcuni clan riconducibili alla sua terra d'origine e a Marina di gioiosa Ionica
Nuovi e delicati sviluppi nell’ambito dell’inchiesta “Risiko”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che continua a far emergere uno scenario investigativo di ampia portata internazionale. Al centro degli ultimi atti depositati dagli inquirenti, una informativa del Ros dei Carabinieri che ipotizza presunti flussi economici verso ambienti legati ai clan della Locride.
Secondo quanto riportato nell’informativa, agli atti dell’indagine, l’imprenditore Rocco Commisso, recentemente scomparso e noto anche per essere stato presidente della Fiorentina, sarebbe stato indicato come soggetto che avrebbe finanziato sodali riconducibili alla sua terra d’origine, Marina di Gioiosa Ionica. Un passaggio estremamente delicato, che al momento resta nell’ambito delle ricostruzioni investigative e dovrà trovare eventuali conferme nei successivi sviluppi giudiziari.
L’inchiesta “Risiko” ha già messo in luce una rete articolata, capace di collegare la Locride a diversi Paesi del mondo, tra cui Canada, Germania e Australia. Le più recenti risultanze investigative hanno inoltre evidenziato nuovi contatti negli Stati Uniti, in particolare nelle città di Boston e Providence, ampliando ulteriormente il raggio d’azione dell’organizzazione.
Tra i principali indagati figura Frank Albanese, 59 anni, di origini calabresi ma residente nello Stato di New York, ritenuto dagli investigatori una figura centrale nelle dinamiche associative. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sul suo soggiorno in Italia nell’estate del 2025, durante il quale sarebbero avvenuti incontri e interlocuzioni ritenuti significativi ai fini dell’indagine.
Le attività investigative, supportate da intercettazioni e monitoraggi sul territorio, continuano a delineare un sistema complesso in cui interessi economici, relazioni internazionali e radicamento territoriale si intrecciano.
Resta ferma, come sempre in questa fase, la presunzione di innocenza per tutte le persone coinvolte, in attesa degli sviluppi giudiziari che potranno chiarire la reale portata delle accuse. Lo scrive la Gazzetta del Sud.
I Legali della Famiglia Commisso e quelli della fiorentina sono già al lavoro per tutelare l'onorabilità del nome di Rocco Commisso perchè la notizia in merito al coinvolgimento del defunto proprietario è priva di fondamento