Ci sono luoghi che segnano un’intera infanzia. Centri ricreativi, culturali, bar, pub o semplicemente i circoli dove si ritrovano gli abitanti di un quartiere, gli anziani di un paesino, i ragazzini usciti da scuola. Luoghi che per un effetto paradossale del calcio italiano, che per mesi si è scontrato con diritti televisivi, ricorsi e carte bollate nelle aule dei tribunali, sono tornati ad animarsi.

Non c’è da stupirsi, dunque, se l’estate caratterizzata da aste super milionarie tra colossi della televisione satellitare ha sortito in alcunicasi esattamente l’effetto contrario di quanto sperato. Meno abbonamenti, più voglia di aggregazione e condivisione. Come quando a fine anni Novanta le case del popolo si riempivano di tifosi di qualsiasi età. La partita proiettata sul maxi schermo oppure visibile in piccole tv.

I posti in prima fila, le sedie riservate, la coltre di fumo e le inevitabili discussioni tra chi provava a infiltrarsi e a fare il tifo per la squadra avversaria. In principio fu TELE+,che dal ’96 al ’99 monopolizzò tutte le gare a pagamento di Serie A, B e in alcuni casi anche C. Poi fu la volta di Stream, che si spartì i diritti proprio con TELE+ fino all’inizio degli anni Duemila. Quando con l’avvento di Sky Italia cambiò decisamente lo scenario.

E pure l’arrivo di Dazn, piattaforma di streaming online, ha sconvolto utenti e appassionati di questo sport. Tre gare a turno trasmesse in esclusiva sul nuovo canale e pubblico spiazzato a pochi giorni dall’inizio del campionato. Connessioni internet non all’altezza, segnale a intermittenza, caos. Sarà anche per questo che i circoli, anche quelli di Firenze e provincia, sono tornati a riempirsi di tifosi di tutte le età.

Tutti davanti al maxischermo nelle case del popolo. Come al circolo “Vie Nuove” a Gavinana, dove l’affluenza rispetto alla passata stagione è decisamente in rialzo. D’altronde in molti si sono attrezzati per trasmettere tutte le gare della Fiorentina: quelle di Sky, certo, ma anche e soprattutto i match in esclusiva a Dazn. Domenica Lazio-Fiorentina (ore 15) sarà visibile solamente sulla piattaforma streaming.

E allora ecco che basta fare un giro tra circoli e pub di Firenze per capire che alla fine tutti, o quasi, hanno l’abbonamento alla pay tv. Come i circoli di San Bartolo a Cintoia, Tre Pietre, San Donnino, Borselli, Le Sieci soltanto per citarne alcuni. In media un circolo o un bar spende 270 euro al mese per avere il pacchetto completo (Sky e Dazn). Niente a che vedere coi prezzi e gli incassi di quindici anni fa, certo, ma adesso i conti riescono quasi ad andare in pareggio. «Col bar offriamo un servizio alla nostra gente — dice il presidente dell’Atletica Castello — una volta qui si ritrovavano anche 200 persone, con incassi da un milione di lire a giornata. Adesso molto meno, però la sala torna a riempirsi».

A Scandicci, al circolo Aurora, il presidente Daniele Berti conferma: «Dopo un calo notevole di spettatori registrato la scorsa stagione, adesso i numeri sono in netto rialzo. Specie nelle gare di Dazn». C’è chi prepara la pasta, chi estrae i premi della lotteria, chi mette in palio bottiglie di vino. E anche i bar riscoprono la loro funzione sociale. Dopo pranzo, davanti a un caffè, si commenta la formazione oppure si prova un pronostico. A fine primo tempo il dibattito può continuare, mentre la pubblicità imperversa e i ragazzini si rincorrono tra le sale della casa del popolo. Scene quasi dimenticate di un mondo che adesso si riscopre e si ritrova. Le imprecazioni per un rigore non assegnato, l’urlo e i festeggiamenti per il vantaggio. Cori, applausi, battute che risuonano.

 

Matteo Dovellini, La Repubblica