Ricordate il coro: “Totalmente dipendente, non so stare senza te…”. Mi è subito saltato in mente quando è entrato Nikola Kalinic ieri per il suo connazionale Milic al 53′ minuto. Si, ho pensato questo perchè la partita è subito cambiata: Zarate tornato nel suo ruolo naturale non è un caso che si è acceso in quell’azione dove ha colpito la traversa, Kalinic offre molteplici possibilità alla manovra viola: sponde, gioco aereo, ricerca della profondità e delle verticalizzazioni che come ben si sa, sono l’essenza del calcio.

La cosa però, che mi ha più incuriosito, è stata la scelta di Milic esterno offensivo, non me ne voglia il buon croato, ma è evidente che non abbia il passo per fare quel determinato ruolo, lo ha esposto a figuracce e ahimè così è stato. Sousa a mio avviso ha peccato di presunzione, la Fiorentina se proprio doveva far riposare qualcuno avrebbe dovuto iniziare con Kalinic dall’inizio e Tello (o Chiesa) al posto di Milic e poi, magari alla mezz’ora del secondo tempo togliere chi necessitava di riposo, penso che 50 minuti complessivi non siano poi un impiego così dispendioso. Vecino nel post-gara ha commentato la scelta di Milic definendola “per sorprendere il Genoa” lo ha sorpreso in effetti, si, ma in modo assai positivo. Kalinic, l’uomo più in forma adesso non può assolutamente sedere in panchina, è stato un errore pagato a carissimo prezzo. Lo si è visto, la Fiorentina appena è entrato ha iniziato a giocare e come il coro che scalda la Curva Fiesole, Kalinic scalda il gioco in campo

Gabriele Caldieron

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