4 Marzo 2021 · 18:44
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SOTTO GLI OCCHI DI DIEGO… L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Il primo moto d’istinto sarebbe… rabbia, delusione, indignazione, vergogna. Scegliete voi la definizione più appropriata. Perdere 5-1 alla Scala del calcio, in questo modo, proprio non ci sta. Non ci deve stare. La stagione della Fiorentina, che (ricordiamolo) aveva ancora una risibile, aritmetica possibiltà di accedere ai preliminari di Europa League, non meritava di finire così. Vuoi per le difficoltà iniziali, vuoi per una rosa totalmente nuova, vuoi per il dramma di Astori, vuoi per la grande rincorsa, Firenze e la Fiorentina non meritavano una simile umiliazione. Contro il Milan si sono salvati solo Chiesa e Simeone (a proposito, il cholito è arrivato al 14° gol stagionale senza rigori e punizioni), con Dabo che limita i danni. Per il resto buio totale, con picchi di mediocrità che si chiamano Maxi Olivera, Cristoforo e Saponara. Addirittura sono naufragati anche Milenkovic, Pezzella e Biraghi, tra i più positivi di quest’annata “maledetta”. Tralasciando Pioli che (ok, in campo ci vanno i giocatori) ha assistito inerme ad un qualcosa di simile al classico… “scapoli-ammogliati”. Poi ci rifletti un attimo, e pensi: non si può gettare il bambino con l’acqua sporca. Aforisma sempre valido, sopratutto nei momenti di difficoltà. Ed in questi otto mesi di campionato, qualche bambino degno di essere salvato c’è stato: in primis Jordan Veretout (oggi squalificato) mediano di qualità, che ha realizzato ben 10 reti stagionali, tra coppa e campionato. Poi i già citati Pezzella, Milenkovic e Biraghi (quest’ultimo autentica sorpresa, sopratutto se paragonato alle diffidenze di inizio stagione). Vitor Hugo e Laurini (su di loro bisogna capire se possano fare il titolare) ma si sono fatti apprezzare per rendimento e continuità. Per arrivare a Chiesa (conferma) e Simeone che, tutto sommato, ha dimostrato di avere fiuto del gol, forza, velocità, e sopratutto ampi margini di miglioramento. Ed anche Pioli, nonostante la mancanza di coraggio nel cambiare sistema di gioco, lanciare i giovani e (a volte) poca tempestività nei cambi, ha gestito mirabilmente il dopo Astori cementando un gruppo che altrimenti rischiava di naufragare. Restano tra coloro che son sospesi Sportiello (anche oggi colpevole), Benassi e Saponara. Con l’ex-Empoli che, da valore aggiunto, è diventato una sorta di oggetto misterioso.

Quindi, Fiorentina da cancellare contro Milan e Cagliari, da salvare per il resto della stagione. Attenti però a non illudersi: stiamo comunque parlando di una Fiorentina in autofinanziamento, che anche l’anno prossimo avrà come obiettivo massimo l’Europa League, che dovrà lottare con la diffidenza (eufemismo) di ambiente e tifoseria. A San Siro c’era in tribuna Diego Della Valle. Il fratellone marchigiano ha assistito silente, vitreo, quasi rassegnato allo scempio odierno, e dentro di se avrà certamente fatto delle valutazioni. Il dubbio è sempre quello: rilanciare o vivacchiare? Crescere o mantenere un’esistenza anonima, a tratti dignitosa? Lungi da noi fare previsioni o congetture, piuttosto che forzare la mano o ragionare con i soldi degli altri. Anzi, abbiamo sempre detto che finchè la Fiorentina starà a sinistra della classifica, la soglia della dignità è salva e ci induce ad una certa generosità di giudizio. Però… se c’è una speranza di cambiamento, in un senso o in un altro, per rilanciare, per investire, oppure passare la mano e cercare un compratore ecco… quella speranza si è materializzata oggi. L’importante è che sia avvenuta sotto gli occhi di Diego Della Valle. Se poi servirà a qualcosa, in positivo o in negativo, lo scopriremo solo giocando…

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