Corre e lotta il Cholito, per il quale è difficile non provare simpatia. Centravanti di lotta, non di governo. Ma ancora attaccante acerbo, che molto deve imparare nella fase di possesso _ i palloni vanno difesi meglio _ e nel rapporto con i compagni di reparto. Simeone deve essere messo in condizione di sfruttare la sua rapidità negli spazi brevi, cavalcando la linea del fuorigioco e non aggredendola partendo da lontano: non ha la velocità per allungare negli ultimi venticinque metri, dove le marcature diventano morsi nelle caviglie, né l’altezza per colpire di testa fra i due centrali.
Cambiamo prospettiva: la Fiorentina deve trovare il modo di valorizzare meglio l’investimento più caro della sua campagna acquisti.

La soluzione potrà forse essere Saponara, che ha in dote l’ultimo passaggio profondo e verticale, non alto ma semmai rasoterra negli spazi stretti, quello che serve per mettere in moto l’esplosività a corto raggio di Simeone. Anche Eysseric può aprire qualche porta negli ultimi metri, l’essenziale però è che Simeone completi il proprio repertorio estraendolo dalla foga che a volte è davvero troppa: due gravi errori nell’ultimo passaggio _ una volta in particolare Chiesa si era liberato bene sulla destra, il lancio sballato ha fatto declinare l’azione nel nulla _ sono stati decisivi.

La Nazione

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