21 Settembre 2021 · 13:45
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Simeone flop, nei giorni di Gabriel a Firenze. Perfino il Toro ha due punte, ma la società viola…

Se cerchi il Cholito lo trovi nel sottoscala della classifica marcatori fermo a quota due, con tutto il mondo dei bomber o presunti tali che lo guardano dall’alto in basso. In un campionato con partite da vecchia serie B e difese che le tagli con un grissino, la vita dei centravanti non è poi così dura, per cui Piatek guida con nove gol e tra un Ronaldo e un Higuain trovi Pavoletti e Defrel a quota cinque. Il Cholito nel frattempo si è fermato a due e da lì fatica a schiodarsi. Gli stessi gol di Milenkovic, che di mestiere non fa esattamente il goleador, e la metà di Benassi, il che dice tutto.

E il caso vuole che nei giorni della grande crisi del gol si rifaccia vivo l’uomo che piantò la bandiera su Wembley, urlò il suo amore alla moglie Irina a San Siro, fece sognare e godere Firenze per nove anni filati. Oggi Gabriel Omar il mito sarà in Palazzo Vecchio a presentare El nùmero nueve, il documentario sulla sua vita in gran parte girato a Firenze, un lavoro diretto dal regista Pablo Benedetti e prodotto da Marco Mazzinghi.

Il racconto del lato umano del bomber, quello rimasto più o meno criptato per anni, anche per la gelosia della privacy del ragazzo che ispirò una statua sotto la Fiesole. E così due nove argentini, il maestro e il discepolo, si guardano a distanza dopo essersi stretti la mano e scambiati domande e consigli. Facile intuire chi fosse quello che dava suggerimenti all’altro, forse ricordandogli, giusto per incoraggiamento, che quando arrivò a Firenze fu definito da qualcuno “il nuovo Dertycia”.

Altri tempi. Comunque gli amici del bomber di Reconquista fanno sapere che questo docu parlerà di Irina, degli amici e dei figli del nueve argentino. Tre di loro nati a Firenze. Le strade, i luoghi, la città oltre il campo, anche se inevitabilmente la storia di Batigol passerà anche dal Franchi e da quelle imprese che nessuno ha potuto mai dimenticare. Già. È quasi inevitabile essere trafitti da un pugnalata di nostalgia, forse anche perchè quello era un altro calcio, più vivo, sicuramente più vero.

Ma la nostalgia non può durare più di un veloce tuffo al cuore. Il calcio va avanti, e Giovanni Simeone è ben lontano dall’idea di una autobiografia su carta o da far girare in tv. Il suo passato sono poche pagine, è il suo presente che conta. I problemi in attacco della Fiorentina esistono e non dipendono solo da lui, che tra l’altro non ha riserve naturali, visto che il mercato risparmioso ha impedito sia l’acquisto di un regista che quello di un centravanti di riserva.

Perfino il Torino ha Belotti e Zaza, il Sassuolo ha puntato sul vecchio Boateng e il Parma su Gervinho, la Fiorentina ha deciso di farsi prestare giocatori che fino ad oggi non sono riusciti a dimostrare un granchè. Pioli sta studiando un sistema per far sentire Simeone meno solo.

Benedetto Ferrara, La Repubblica

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