19 Settembre 2021 · 22:47
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San Siro non aveva mai fatto una standing ovation per un avversario che gli aveva umiliati. Ribery da urlo

È probabile che sia qui, dove l’allenatore della prima gestione viola aveva già vinto due volte e pareggiata una, che la Fiorentina di Montella sia tornata. Franck Ribery non ha invece mai smesso di essere un campione: 24 titoli sollevati con il Bayern Monaco e una standing-ovation del pubblico avversario conquistata finora in Italia. San Siro ha visto i suoi campioni scrivere la storia e altri ne ha ammirati da avversari.

Nessuno però ricorda il pubblico in piedi ad accompagnare l’uscita di un giocatore che aveva appena demolito la loro squadra.

La Fiorentina ha giocato il calcio armonioso e leggero (lo stesso che il Milan tanto desidera per sé) con cui cerca ovunque di imporsi con il possesso del pallone. È bella, divertente e organizzata: qui il lavoro dell’allenatore è decisamente evidente. Lo era stato anche con Napoli, Juventus e Atalanta, tre delle quattro avversarie affrontate nell’avvio durissimo di inizio stagione: contro il podio del campionato scorso la Fiorentina aveva raccolto meno di quanto meritato.

La squadra più rinnovata d’Europa (per numero di nuovi acquisti estivi) ha già chiare le istruzioni del tecnico e montato in campo l’impianto studiato in allenamento per valorizzare la manovra. Come la prima Fiorentina di Montella anche questa rinuncia al centravanti: Chiesa e Ribery (come Jovetic-Liajic) non concedono riferimenti agli avversari e uno finisce per esaltare l’altro.

Questa Fiorentina è invece diversa dalla precedente per la qualità del centrocampo e per età media: meno tecnico di quello che formavano Borja, Pizarro e Aquilani, ma più giovane. Presupposti che il club legge in chiave positiva: si può migliorare e costruire una struttura sempre più solida.

La Gazzetta dello Sport

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