Non ha una squadra, in compenso lo aspetta un processo e una probabile squalifica di un anno. È senza fine l’inverno di Giuseppe Rossi, per tutti Pepito, uno dei più bravi e sfortunati attaccanti del nostro calcio. C’era un tempo in cui il ragazzo del New Jersey, nato da genitori italiani, sembrava a un passo dal Barcellona. Sono gli anni felici del Villarreal. Poi il calvario. Ben cinque le operazioni alle due ginocchia. E una carriera promettentissima quasi naufragata. Ora, come non bastasse, è stato deferito dalla procura antidoping che ha chiesto un anno di squalifica.

L’episodio si riferisce a un controllo effettuato il 12 maggio scorso, alla fine di Benevento-Genoa, una delle ultime apparizioni di Giuseppe in campo. La sostanza rintracciata è la dorzolamide, un agente anti-glaucoma. In pratica, un collirio. Rossi è stato interrogato due volte a distanza di un mese, il 15 giugno e il 16 luglio e in entrambi i casi ha negato di aver assunto volontariamente il prodotto. Posizione ribadita in un comunicato consegnato all’Ansa. «Sono sempre stato pulito, questo è un evidente caso da archivia- zione. La positività è fondata su un’involontaria contaminazione alimentare».

Se avesse ammesso l’uso del collirio, che è una sostanza proibita ma si fa fatica a considerarla dopante, probabilmente non ci sarebbe stato alcun deferimento. Ma Pepito non vuole dire bugie, così ha ribadito la propria posizione: non sa come sia possibile che quella sostanza sia finita nel suo corpo. Per altro una settimana prima del controllo a sorpresa era stato sottoposto a una serie di analisi eivalori erano nella norma. «I chiarimenti forniti agli inquirenti hanno escluso ogni intenzionalità e finalità dopanti come ha ammesso la stessa procura».

Il primo ottobre lo attende il processo. Per il momento non è stato neppure sospeso, ma evitare la squalifica è difficile.Rossi ha saputo del deferimento nella sua casa americana e ci è rimasto malissimo. «Confidava nell’archiviazione del procedimento», ha spiegato nel comunicato il manager e amico Andrea Pastorello. Ballardini, il suo ultimo allenatore, sta con lui: «Non ho tante certezze nella vita, ma una sì: Rossi non può avere fatto uso di sostanze dopanti».

Corriere della Sera