19 Ottobre 2021 · 19:43
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CorFio, Ribery e Callejon, le due ali veterane della Fiorentina non funzionano

I due non sono riusciti a dare una scossa a questa squadra

Dovevano essere il valore aggiunto, la classe miscelata all’esperienza per aiutare il gruppo a scalare la classifica, scrive oggi il Corriere Fiorentino. E invece di Ribery e Callejon non c’è stata traccia nemmeno contro il Genoa. Poco brillanti, confusionari e mai davvero dentro il gioco. La cosa migliore la fa Callejon, a metà secondo tempo, con un cross che Bonaventura spreca malamente. Poco, decisamente poco per due giocatori di questo calibro. Entrambi hanno costruito eccellenti carriere sulle iniziative personali che spesso hanno trasformato in assist vincenti. Prandelli li ha schierati intorno a Vlahovic, per servirlo e renderlo prolifico. Ma alla fine è proprio il serbo il migliore dei tre, pur non avendo potuto contare nemmeno su un buon pallone giocabile arrivato da loro.

Il momento buio di Ribery è ormai senza sosta, quel fuoriclasse pimpante che ha strappato applausi in tutti gli stadi di Italia oggi è solo un ricordo. Contro il Genoa avrebbe voluto segnare il primo gol al Franchi da quando è alla Fiorentina e invece non ce l’ha fatta. Fa anche un certo effetto osservarlo, quando viene sostituito, dirigersi pacificamente verso la panchina. Lo scorso campionato fecero scalpore un paio di reazioni dopo che Montella lo aveva cambiato. Iachini, accorto e navigato, concordava con lui quando farlo uscire per non irritarlo e coccolarlo. Prandelli invece lo ha richiamato a sé nel momento migliore della squadra e, come nelle ultime gare, Franck è uscito a testa bassa senza accennare la minima polemica. Evidentemente è consapevole del periodo complesso che sta vivendo. Non è un caso che in estate abbia vissuto giorni tormentati che lo avevano spinto anche a riflettere sull’ipotesi ritiro dal calcio. Ma poi ha desistito. Prandelli lo ha stimolato più volte anche in conferenza stampa chiedendogli pubblicamente di divertirsi e sentirsi più fiero per giocare con maggiore serenità. Ma fin qui le cose non sono andate come sperava l’allenatore. Inoltre l’ex Bayern Monaco appare anche in condizioni fisiche non eccellenti, cosa che è emersa chiaramente quando ha tentato di saltare gli avversari senza poter puntare sullo smalto dei giorni migliori.

Non è iniziata meglio l’avventura di Callejon a Firenze. Svincolato, fortemente voluto dalla dirigenza, si è aggregato alla Fiorentina soltanto nelle battute finali del mercato. Tradotto: si è allenato da solo per oltre un mese ed è arrivato indietro di condizione. Come se non bastasse ha anche contratto il Coronavirus. Una sciagura, un’esperienza vissuta senza sintomi ma che lo ha bloccato nel momento in cui aveva bisogno di continuità. Prandelli punta forte su di lui, lo ha rilanciato a San Siro contro il Milan ma lo ha lasciato in panchina al termine del primo tempo. Troppo lunga la porzione di campo da coprire per un giocatore con una forma fisica precaria. Senza Mertens e Insigne, lo spagnolo non ha trovato in Ribery un prezioso alleato con cui replicare quei duetti palla a terra e nemmeno per creare occasioni da gol. Nella rosa dell’allenatore è lui l’unico esterno di ruolo, non ci sono altri giocatori in grado di agire larghi sulla fascia. Basta osservare la rose delle concorrenti in lotta per non retrocedere, due giocatori con la qualità di Callejon e Ribery non li ha nessuno. Eppure la Fiorentina non ne ha tratto nessun beneficio fin qui.

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