Quella tra Pantaleo Corvino e la Fiorentina è una storia destinata ad andare avanti. «Almeno fino al 2020». In pratica il direttore generale (che aveva il contratto in scadenza a giugno) ha rinnovato per altre due stagioni. È stata la stessa proprietà, Diego Della Valle in primis, a voler esercitare l’opzione a proprio favore per allungare il precedente accordo. Un segnale forte che, ovviamente, è stato accolto con grande soddisfazione dal diretto interessato. Un attestato di stima che, probabilmente non a caso, arriva a ruota dei colpi in entrata che hanno infiammato il Ferragosto fiorentino.

Evidentemente, da Cognigni in su, hanno apprezzato quanto fatto dal “Corvo”. Sia in uscita (con i tanti soldi portati in cassa) che in entrata. Una rivoluzione annunciata, probabilmente più netta del previsto che, di fatto, ha chiuso un ciclo per aprirne un altro. Un percorso, a questo punto, affidato al 100% a Pantaleo Corvino. È stato e sarà lui il punto di riferimento tecnico. Insieme a Stefano Pioli. E qua veniamo ad un altro aspetto fondamentale. Tra il dg e il tecnico infatti il feeling, per il momento, è massimo. Lavorano insieme, discutono, si confrontano ma, soprattutto, condividono. Scelta per scelta.

Sul Kalinic le parti si sono confrontate per tutto il pomeriggio, arrivando alla fine alla fumata bianca. L’operazione è praticamente conclusa: 5 milioni di prestito oneroso (4 milioni) con obbligo di riscatto a 20, per un totale di 25 milioni. L’accordo c’è, le garanzie anche, ora saranno messi a punto gli ultimi dettagli prima della chiusura ufficiale. Così nelle prossime ore, la rivoluzione di Pantaleo sarà (quasi) conclusa e i conti col recente passato saranno veramente chiusi.

La Repubblica

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