Da Montella sono arrivate richieste precise, i due dirigenti si sono confrontati anche su aspetti economici. Per muoversi in autonomia, il dirigente viola ha ricevuto gli input di Commisso (il desiderio di trattenere Federico Chiesa) e sulle risorse da investire per l’acquisto di nuovi giocatori.

Parlare di una cifra precisa che è stata stanziata sarebbe un errore, la liquidità a disposizione di Pradè dipenderà da più fattori. Prima di tutto dal Fair Play Finanziario. La Fiorentina è fuori dallecompetizioni europee, quindi dal monitoraggio costante degli organi di controllo.

Il passaggio di proprietà tra Della Valle e Commisso è stato così breve, come ha ribadito più volte il neo proprietario, che i conti della società non possono che essere in perfetto equilibrio. Solitamente la Uefa è più permissiva con i nuovi arrivati. Di norma, secondo le direttive, ogni società non può impegnarsi sul mercato per una cifra superiore al proprio fatturato.

Nel 2018 la Fiorentina ha ricavato circa 110 milioni, indicativamente è questa la soglia massima a cui la dirigenza potrebbe fare riferimento. Con una dovuta precisazione: esporsi economicamente, potrebbe comportare sacrifici infuturo. Un esempio: le cessioni obbligate della Roma che, per sottostare alregime finanziario, ha dovuto vendere Salah e Nainggolan.

Pradè si ritroverà un portafoglio con buone disponibilità, tutto ciò che incasserà dalle cessioni potrà essere riutilizzato per altre operazioni. I calciatori in esubero sono tanti, anche da qui si potranno raggranellare milioni utili.

Poi ci sono anche casi di vendite che frutteranno cifre significative. Jordan Veretout è vicino al Milan, la Fiorentina conta di rientrare di oltre venti milioni da questa operazione. Altre risorse arriveranno da altre cessioni di giocatori che nella gestione Pioli erano titolari.

Corriere fiorentino