221.400.000 euro. È questo l’ammontare complessivo versato nella ACF Fiorentina dai Della Valle dal 2002 (anno nel quale acquisirono la squadra viola) fino al 2016 (anno del quale è disponibile l’ultimo bilancio di esercizio).
L’ultimo bilancio (chiuso lo scorso 31.12.2016) ha evidenziato una perdita di € 2.736.769, che è stata coperta andando ad attingere dalla “Riserva per versamenti in conto capitale”.
Ecco che rispetto all’esercizio precedente la situazione non è cambiata (riguardo ai versamenti in conto capitale), ma a risentirne è stato il capitale sociale che dal 2013 al 2016 ha visto ridursi il patrimonio dai 92.216.081 € ai 68.874.275 € (diminuzione di 23.341.806 €).

Sempre presente, come nell’esercizio precedente (dove era di 15 milioni), un debito per un finanziamento a breve termine della capogruppo (Diego Della Valle & C. Srl – la società controllante col 97% delle azioni di ACF Fiorentina Spa), fruttifero di interessi. “Si tratta di due linee di finanziamento – si legge nel bilancio 2016 – una di 5 milioni di euro al tasso dell’1% sull’Euribor a 3 mesi, con scadenza il 12/10/2017, una di 8 milioni di euro al tasso dell’1,6% sull’Euribor a 3 mesi, con scadenza il 12/04/2017”. Sostanzialmente i Della Valle prestano i soldi alla ACF Fiorentina e la ACF Fiorentina li restituisce ai Della Valle con un tasso di interesse calcolato su una percentuale di riferimento (Euro Interbank Offered Rate).

221.400.000 € rappresenta quanto i Della Valle hanno investito nella squadra gigliata da quando ne sono diventati i proprietari. Un cifra significativa, ma ben diversa da quei 300 milioni reiteratamente sbandierati da più parti nelle ultime settimane.

Il 21 aprile 2016 Calcio&Finanza, il sito specializzato nel valutare i conti economici delle società che operano nel pallone italiano ed internazionale. Il leggero passivo del 2016 (-2,7 milioni), come detto, è stato coperto attingendo dalla “Riserva per versamenti in conto capitale”, mentre ammontano a 0 € i versamenti in conto capitale operati nello stesso esercizio. La situazione, pertanto, non è cambiata.

Sparare cifre in libertà, probabilmente, può essere uno strumento per abbassare la temperatura di una larga fetta dei tifosi viola che è in ebollizione. Addirittura c’è chi ha ipotizzato, come extrema ratio, la possibilità che la Proprietà viola, scottata dalle contestazioni, abbandoni Firenze riconsegnando la Fiorentina al Comune.

Un’ipotesi che appare non percorribile. Innanzitutto una donazione, da chiunque, può essere accettata o meno; nel caso di una pubblica amministrazione l’eventuale accettazione dovrebbe essere oggetto del voto del Consiglio Comunale, il che presupporrebbe, prima, una ricognizione sullo stato economico. Inoltre è bene ricordare che un comune ha il divieto di avere partecipazioni in società che non sono strettamente funzionali all’attività istituzionale (e qui si parla di pallone…).

Ma anche aggirando questa norma, appigliandosi al fatto che la Fiorentina è un patrimonio della Città, l’operazione rappresenterebbe per i Della Valle un disastro finanziario: cedendo a titolo gratuito la Fiorentina, il valore dello stato patrimoniale della stessa genererebbe una perdita equivalente che, con scrittura contabile, finirebbe sul conto economico dell’anno di cessione.
Donato Mongatti, il sito di Firenze

Comments

comments