Come cantava qualcuno? “La musica è finita, gli amici se ne vanno…” dove per musica si legga la speranza europea. Gli amici, invece, sono gli ultimi ottimisti (noi compresi) che credevano in un piazzamento europeo. Intendiamoci, lo spazio per recuperare ci sarebbe pure: a cominciare da domenica prossima contro la Lazio: vinci, vai a 39, poi ti mancano 11 partite alla fine. 33 punti potenziali che porterebbero il totale a 72. Forse ne basterebbero 10 di meno. Ma cosa lo diciamo a fare? La Fiorentina dovrebbe vincere 6 partite, pareggiarne 5 e non perdere mai. Neppure a Torino contro la Juve. E allora, di cosa stiamo parlando? Senza contare la fragilità tattica e la mancanza di gioco di questa squadra. E la condizione fisica? Perchè i nostri non correvano? Perchè quelli dell’Atalanta correvano il doppio? O forse i nostri correvano male? Correvano a vuoto? Allora c’entrano i movimenti con e senza palla, insomma… Tutto può essere, fatto sta che gente come Ilicic e Gomez (teoricamente non dei portatori d’acqua) hanno corso fino al 94′, mentre Simeone, Milenkovic, Muriel, Edimilson, nel secondo tempo passeggiavano. Certo demoralizzati, oramai arresi alla superiorità dell’avversario, ma se fino ad oggi abbiamo lodato il carattere, il cuore, lo spirito di sacrificio di 11 leoni in maglia viola, a Bergamo è venuto meno anche quello. La Fiorentina, a metà secondo tempo, ha staccato la spina. E tanti saluti ai suonatori.

  • Gasperini non è simpatico, non è nemmeno empatico, anzi… è scostante e provocatorio, quanto è bravo e preparato. E sinceramente, tra lui e Pioli, come allenatore scegliamo Gasperini. Per andare fuori a cena, invece, meglio Pioli. Ma qui siamo a parlare di calcio, non siamo a Masterchef. Ok, Corvino ha sbagliato di brutto: Badelj andava tenuto anche con la forza. Non sappiamo se il croato sia stato mandato via o se ne sia voluto andare. Sappiamo solo che Pioli senza regista non sa giocare, e Badelj era l’elemento ideale per Pioli. A questo punto le strade erano due: o Pioli cambiava sistema di gioco, rinunciando al regista, oppure lo stesso Pioli cambiava squadra, rinunciando alla Fiorentina. Chi resta nella terra di mezzo, come nel tennis, perde di sicuro. Non si possono giocare 26 partite col 4-3-3, schierando (e snaturando) Veretout prima, Edimilson poi. Fino al 3-5-2 di mercoledì con l’Atalanta (pessima idea), al 3-4-3 di oggi con due terzini come esterni, idea (se possibile) ancora peggiore. Senza contare il “Papu” Gomez, non più attaccante a sinistra, bensì rifinitore tra le linee. Cosa che ha mandato in confusione Milenkovic che, come Vitor Hugo 4 giorni fa, ha seguito l’argentino fino a meta campo venendo regolarmente uccellato. Comunque, inutile piangere su una partita persa e su un campionato versato. Da stasera si pensa al futuro, probabilmente senza Pioli, ma almeno nell’immediato il futuro si chiama semifinale di coppa Italia. Guarda caso ancora a Bergamo contro l’Atalanta. Da stasera Federico Chiesa deve essere protetto come un Panda, deve essere portato al 24 aprile senza infortuni, al massimo della forma, al massimo della condizione fisica. Idem con patate, Luis Muriel. Sono loro le uniche speranze per la finale di Roma del 15 maggio. La Fiorentina non ha gioco, non ha organizzazione, non ha niente di quello che ha l’Atalanta. Ha però una buona difesa, se protetta dal centrocampo (a questo punto riproporrei Veretout in mediana come frangiflutti), ha due frecce velenose al proprio arco come Chiesa e Muriel. E la semifinale ed eventuale finale sono due partite secche. Da vincere entrambe, anche solo per 1-0.

Ultima considerazione su queste ultime 11 partite di campionato: fino a prova contraria, siamo di fronte a delle amichevoli. Prima cosa quindi, allargare la rosa: gente come Hancko, Norgaard, Dabo, sopratutto Montiel e Vlahovic… vanno provati, incoraggiati, inseriti. Se non in funzione di questo, almeno per il prossimo campionato. Pioli o non Pioli, Corvino o non Corvino. La Fiorentina deve sapere su chi poter contare, a prescindere dai nuovi acquisti. Basta con Pjaca, Gerson, Laurini, Simeone (ahimè, il cholito appare una scommessa persa). Se qualcuno si facesse avanti con 10-12 milioni, noi non avremmo esitazioni: vendere subito. E mettersi subito a caccia di un nuovo Piatek, Zapata, Stepinski, Inglese… Non fenomeni, ma gente che veda la porta e che faccia reparto da sola. Insomma, da qui al 24 aprile ci sono 50 giorni, nei quali può succedere di tutto. A Pioli il compito di saperli gestire, programmare, ottimizzare. Almeno questo ce lo deve far vedere, poi chi vivrà vedrà. E come diceva il Ciuffi…