16 Gennaio 2021 · 15:14
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Firenze

“Pioli non aveva pretese con questa squadra. Voglio lavorare per la Fiorentina. Penso a Rui Costa quando…”

Dopo la grande festa in Piazza della Signoria a Firenze per il suo 50° compleanno, Gabriel Omar Batistuta è intervenuto a 360° in conferenza stampa parlando di Fiorentina e di tanti altri temi d’attualità nel calcio italiano:

“All’inizio del campionato non ci si aspettava certo che la Fiorentina potesse vincere lo Scudetto o andare in Champions. L’obiettivo deve rimanere quello di inizio stagione. Ho parlato con Pioli qualche mese fa, la Fiorentina non aveva troppe pretese con questa squadra. In questo momento ai gigliati tocca navigare a metà classifica, speriamo che possano vincere la Coppa Italia. I viola hanno tutte le armi per imporsi a Bergamo, me lo auguro”.

Su Giovanni Simeone: “Mi piace. Umanamente è molto serio, è un professionista. Spero che possa segnare di più. Mi fa piacere vederlo fare gol ogni volta che vengo a Firenze. Ho un legame speciale con suo padre, abbiamo vissuto tanti momenti brutti e belli insieme”.

Su Rui Costa: “È un po’ che non ci vediamo, ma lo ricordo sempre con grande affetto. Quando vedo una maglia della Fiorentina il primo che mi viene in mente è lui. Abbiamo condiviso tante battaglie, è un amico e spero di vederlo presto”.

Sulla festa di oggi: “So quanto Firenze mi vuole bene, ma non mi aspettavo una cosa del genere. Quando mi hanno detto che saremmo stati in 5.000, credevo scherzassero. Sono venuti tutti a salutarmi nonostante siano quasi 20 anni che non gioco più. L’amore è sempre lo stesso, lo sento e mi fa piacere. Essere festeggiato così davanti alla mia famiglia è stata un’emozione doppia, non ero riuscito a trasmettere ai miei genitori la passione di Firenze nei miei confronti”.

Sui tifosi: “Non ho parole. Dico grazie a tutti i tifosi per l’amore che mi hanno mostrato. A parole non è possibile descriverlo”.

Su una futura collaborazione con la Fiorentina: “È un mio desiderio. Lo faccio già anche se non lavoro per la Fiorentina. Quando giro il mondo sono un ex calciatore della Nazionale argentina e della squadra viola. Rappresento la Fiorentina anche se non ho uno stipendio dal presidente di turno. Mi piacerebbe farlo ufficialmente, ma sento già la Fiorentina nel mio sangue e cerco di contagiare chiunque”.

Sulla sua commozione in piazza: “Con gli anni la tenerezza aumenta. Sono sempre stato uno molto umano. Il lavoro che facevo non mi permetteva però di tirare fuori questa parte del mio carattere. Sentivo che rappresentavo la Fiorentina e non potevo farmi trasportare dalle emozioni”.

Tuttomercatoweb.com

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