Pierini difende Ranieri: "Un giocatore come lui serve a tutte le squadre, la sua grinta è la sua forza"

L'ex difensore ha difeso l'ex capitano viola dopo la sconfitta di Genova

15 ottobre 2026 14:00
Pierini difende Ranieri: "Un giocatore come lui serve a tutte le squadre, la sua grinta è la sua forza" -
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In casa Fiorentina è tempo di riflessioni e analisi dopo il passo falso di Genova, arrivato proprio in un momento in cui l'ambiente si aspettava continuità. A tracciare un quadro chiaro della situazione e delle prospettive viola è stato l'ex difensore Alessandro Pierini che, intervenuto ai microfoni di Radio Bruno durante il Pentasport, ha condiviso il suo punto di vista anche in virtù dell'esperienza vissuta sul campo al fianco di Paolo Vanoli.

Il primo tempo disputato a Marassi ha lasciato parecchia amaro in bocca, con trenta minuti iniziali che hanno di fatto compromesso l'esito dell'incontro. Pierini parte proprio da questo aspetto per evidenziare quanto sia rischioso concedere spazi ed energie agli avversari nelle fasi d'avvio: «Sicuramente c'è stato un approccio non buono da parte della squadra nella prima mezz'ora. Errori abbastanza grossolani e squadra molto sfilacciata, poca intensità, poco agonismo, e poi si sono creati i presupposti per la sconfitta, anche se poi poteva anche pareggiare perché le occasioni le ha avute. Però spesso quando regali una parte di partita poi fai fatica a rientrare».

L'arrivo di Vanoli sulla panchina viola aveva mostrato segnali incoraggianti, ma l'interruzione del campionato per le nazionali sembra aver spezzato il ritmo di lavoro. Un fattore non trascurabile per un allenatore che fa della presenza quotidiana il suo marchio di fabbrica, anche se Pierini preferisce non cercare scuse per l'atteggiamento visto in campo: «L'impatto è stato positivo e ottimo dal punto di vista dei risultati, forse anche inaspettato. Credo che paradossalmente gli abbia fatto male la lunga sosta, proprio per non poter lavorare con la squadra al completo, perché comunque è un allenatore che incide molto nella quotidianità degli allenamenti. Chiaramente non è una scusa perché poi alla fine la squadra non è entrata in campo, soprattutto nei primi 45 minuti».

Nel corso della trasmissione l'attenzione si è spostata sui singoli, a partire dal giovane talento Mastantuono. In un calcio contemporaneo spesso imbrigliato da schemi rigidi, la capacità di saltare l'uomo e creare superiorità resta una risorsa preziosa da preservare, pur accettando l'inevitabile margine di errore legato alla gioventù: «Chi ha talento va lasciato stare, anche se il calcio è uno sport di squadra e i grandi campioni sono anche quelli che poi si mettono a disposizione. Credo che nel calcio italiano non abbiamo giocatori che siano bravi nell'uno contro uno. Un ragazzo con le sue potenzialità bisogna sempre spronarlo a giocarsela per cercare di crearsi superiorità numerica, perché in un calcio dove tutte le squadre sono preparate, chi fa la differenza sono quelli che riescono a mettere in difficoltà il diretto avversario».

Sguardo attento anche al reparto difensivo, dove la passione di Ranieri si scontra con la ricerca di equilibrio tecnico, mentre la qualità di Pongračić attende ancora una continuità definitiva: «Ranieri è un ragazzo che ha veramente tantissimo a cuore la squadra e la città, e questo magari lo porta anche a essere un po' esagerato nel suo modo di giocare, ma va lodato. Fa del suo attaccamento e della sua voglia il suo punto di forza. Poi a livello qualitativo credo ci siano difensori più forti: ad esempio Pongračić potenzialmente è più forte sicuramente, anche se non sempre lo dimostra e ha delle pause».

Nonostante le preoccupazioni dei tifosi legate al ricordo delle sofferenze passate e agli importanti investimenti estivi, Pierini invita a non farsi prendere dalla fretta e a concedere tempo al nuovo corso tecnico: «Credo che sia un po' la paura di tutta la piazza, soprattutto dopo una campagna acquisti molto importante. Tutti si aspettavano la stagione del riscatto e l'inizio è stato difficile. Credo però che ci sia tempo per non fare una stagione come quella dell'anno scorso. Capire dove può arrivare questa Fiorentina non è facile in questo momento, un po' perché Vanoli è arrivato da poco e perché ci sono tanti giocatori nuovi e giovani, ma dipenderà molto da quanto i calciatori riusciranno a carpire dai suoi insegnamenti».