4 Dicembre 2021 · 05:29
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Petrini su Saponara: “Ricky è come un figlio. L’ovazione del Franchi mi ha fatto commuovere”

Il suo primo presidente racconta Riccardo Saponara

Il percorso di Riccardo Saponara e quello della Fiorentina parevano essere destinati a separarsi. Infatti la società viola aveva già avviato i contatti per la risoluzione anticipata del contratto che accadrebbe a giugno prossimo. Poi invece l’avvicendamento in panchina fra Gattuso ed Italiano ha rimesso in discussione tutto. Il tecnico viola ha grande stima del talento romagnolo e le prestazioni di questo avvio di stagione ne sono la dimostrazione. In merito a questo Labaroviola ha contattato in esclusiva Massimo Petrini, presidente nel 2009′ della Sammartinese, club dilettantistico nel quale Riccardo mosse i primi passi da calciatore.

 

Buongiorno Massimo, che ricordi hai del piccolo Riccardo?

“Arrivò da noi nella stagione 98/99′, subito ci accorgeremmo che avevamo in mano un diamante. Aveva una caratteristica di calciatore totale, potevi metterlo in qualsiasi ruolo, scartava gli avversari come birilli e segnava. Più volte contattai un osservatore dell’Empoli per farlo visionare, ma non se ne fece nulla per via del fallimento del nostro club. Non pensavamo però che arrivasse così tanto in alto.

La sua più grossa fortuna è stata quella di avere allarme spalle una famiglia che gli ha trasmesso valori veri, senza mai forzarne la passione. Ricky ci ha ripagato con un atteggiamento da ragazzino umile e rispettoso, verso compagni ed istruttori”.

Hai seguito la sua crescita negli anni?

“Certamente, abbiamo mantenuto i contatti dal Ravenna, poi l’esplosione nell’Empoli e fino all’approdo al Milan. È come un figlio per me è lui ha sempre avuto riconoscenza per il club che lo ha lanciato, infatti non manca di farci visita quando può. Quest’anno ha cominciato ad allenarsi qui al campo della Sammartinese, venne a chiederci di poter usufruire dall’impianto per essere pronto già nel ritiro di Moena. Segno di quanto sia nella sua completa maturazione”.

Qual’è stato il difetto che lo ha limitato?

“Sicuramente gli è mancato quella sfacciataggine tipica dei figli di buona donna, di sicuro avrebbe superato scalini ancora più alti in carriera. Aveva ed ha tutt’ora basi tecniche superiori alla media. Meno male che ce lo godremmo ancora sui campi per qualche anno..”.

A Firenze quest’anno Italiano lo sta rilanciando, te lo aspettavi?

“Sapevo che la storia con la Fiorentina sarebbe dovuta terminare in estate, poi l’arrivo del mister siciliano ha fatto sentire a suo agio Riccardo, d’altronde nello scampolo di stagione scorsa allo Spezia già si era visto un salto di qualità, ho ancora negli occhi la doppietta in coppa Italia con la Roma. Quest’anno Italiano è bastato bravo a fargli capire quanto possa ancora incidere, mutando in lui ruolo ed atteggiamento in campo. Oggi Ricky è uno dei 13-14 titolari di riferimento, con grande stima da parte dei compagni”.

Verrai a vederlo a Firenze?

“Spero presto di essere in tribuna al Franchi, ma non manco mai di mandargli un messaggio o sentirlo telefonicamente. Quando ho visto l’ovazione che gli ha tributato il Franchi con il Cagliari mi sono venuti gli occhi lucidi.

E come amo dirgli..spacca tutto Ricky”

Marco Collini

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