Nell’estate del 2015 la Fiorentina cede in prestito il giovane Mancini al Perugia e l’esperienza va talmente bene che, a fine stagione, il giocatore stesso spinge per restare al Grifone. I regolamenti però parlano chiaro: nessuno può restare in prestito, nella stessa società, per due campionati di fila. Così, volendo assecondare la volontà del giovane calciatore senza perderne il controllo, Corvino studia l’operazione. Cessione a titolo definitivo con due accordi «accessori». Il primo: 50% sulla futura rivendita. Il secondo: in caso di offerta di un club terzo i viola avrebbero avuto il diritto di pareggiarla.

Cosa è successo allora? Atalanta e Perugia hanno concluso una doppia operazione: Mancini (per circa 300.000 euro) e Santopadre (classe 2000, figlio del presidente del Perugia), per quasi 3 milioni in nerazzurro. Valutazioni strane. Di fatto, per la Fiorentina, «invertite» ad arte per abbassare la cifra da girare ai viola. Da qui l’esposto (respinto) alla Corte Federale e, probabilmente, il prossimo passaggio in sede Civile. Non solo. Pare che Percassi abbia chiamato Diego Della Valle. Il telefono, però, ha squillato a vuoto e, ad oggi, Ddv ha posto il veto su qualsiasi affare con l’Atalanta.

Corriere fiorentino