Pedullà: "Mancini ha messo i giocatori nel loro ruolo, bastava poco per vedere qualcosa in più"

Il giornalista è intervenuto per parlare della Nazionale vittoriosa in Turchia

29 settembre 2026 14:20
Pedullà: "Mancini ha messo i giocatori nel loro ruolo, bastava poco per vedere qualcosa in più" -
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Attraverso il proprio canale YouTube, Alfredo Pedullà ha analizzato la vittoria dell'Italia in Nations League contro la Turchia, evidenziando fin da subito la svolta tattica: “Finalmente abbiamo visto un po’ di logica. Il modulo non è cambiato, ma stavolta sono stati messi i giocatori nei ruoli a loro più congeniali, senza fare gli esperimenti visti contro il Belgio”.

Entrando nel dettaglio dei singoli, il giornalista si è soffermato sulle scelte dell'attacco e della regia: “Kean non è stato sacrificato a fare l'esterno e per il ruolo di regista si è preferito Fagioli a Romano. Questo, però, non significa che Romano sia stato bocciato: resta un valore assoluto su cui l'Italia deve costruire per il futuro”.

Passando al reparto arretrato, Pedullà ha promosso la composizione della linea difensiva: “In mezzo abbiamo visto due centrali perfettamente compatibili. È rientrato Bastoni, che si conferma il leader difensivo della squadra, al cui fianco ha agito Scalvini, uno che la difesa a quattro la interpreta con molta più disinvoltura rispetto a Mancini. Sulla fascia è stato inserito un terzino puro come Ruggeri, a differenza di Calafiori che può adattarsi ma non ha la stessa gamba né la stessa spinta offensiva. E poi c'è stata la prestazione eccezionale di Kayode: il migliore in campo, un vero e proprio treno che è pronto e non deve più uscire”.

La vera svolta, secondo Pedullà, si è vista nella mediana e nel reparto avanzato: “La rivoluzione c'è stata a centrocampo: Fagioli è imprescindibile perché è un regista di ruolo, Tonali da mezzala rende in un modo totalmente diverso rispetto a quando gioca da schermo davanti alla difesa, e Frattesi in questo momento è in uno stato di grazia pazzesco e va fatto giocare sempre per l'apporto che garantisce in zona gol. Infine, in attacco non si sono visti esterni adattati o soluzioni ibride, evitando forzature come quella di Kean a Roma contro il Belgio”.