Pedullà: "Mancini ha messo i giocatori nel loro ruolo, bastava poco per vedere qualcosa in più"
Il giornalista è intervenuto per parlare della Nazionale vittoriosa in Turchia
Attraverso il proprio canale YouTube, Alfredo Pedullà ha analizzato la vittoria dell'Italia in Nations League contro la Turchia, evidenziando fin da subito la svolta tattica: “Finalmente abbiamo visto un po’ di logica. Il modulo non è cambiato, ma stavolta sono stati messi i giocatori nei ruoli a loro più congeniali, senza fare gli esperimenti visti contro il Belgio”.
Entrando nel dettaglio dei singoli, il giornalista si è soffermato sulle scelte dell'attacco e della regia: “Kean non è stato sacrificato a fare l'esterno e per il ruolo di regista si è preferito Fagioli a Romano. Questo, però, non significa che Romano sia stato bocciato: resta un valore assoluto su cui l'Italia deve costruire per il futuro”.
Passando al reparto arretrato, Pedullà ha promosso la composizione della linea difensiva: “In mezzo abbiamo visto due centrali perfettamente compatibili. È rientrato Bastoni, che si conferma il leader difensivo della squadra, al cui fianco ha agito Scalvini, uno che la difesa a quattro la interpreta con molta più disinvoltura rispetto a Mancini. Sulla fascia è stato inserito un terzino puro come Ruggeri, a differenza di Calafiori che può adattarsi ma non ha la stessa gamba né la stessa spinta offensiva. E poi c'è stata la prestazione eccezionale di Kayode: il migliore in campo, un vero e proprio treno che è pronto e non deve più uscire”.
La vera svolta, secondo Pedullà, si è vista nella mediana e nel reparto avanzato: “La rivoluzione c'è stata a centrocampo: Fagioli è imprescindibile perché è un regista di ruolo, Tonali da mezzala rende in un modo totalmente diverso rispetto a quando gioca da schermo davanti alla difesa, e Frattesi in questo momento è in uno stato di grazia pazzesco e va fatto giocare sempre per l'apporto che garantisce in zona gol. Infine, in attacco non si sono visti esterni adattati o soluzioni ibride, evitando forzature come quella di Kean a Roma contro il Belgio”.