Nicoletti: "Nel calcio la memoria è corta ma su Fagioli bisogna rendere merito a Pradè"

L’intermediario esalta la crescita del centrocampista viola e ricorda la fiducia mostrata dall'ex direttore sportivo viola fin dai primi tempi a Firenze

03 ottobre 2026 23:26
Nicoletti: "Nel calcio la memoria è corta ma su Fagioli bisogna rendere merito a Pradè" -
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L’intermediario di mercato e tifoso viola Costantino Nicoletti ha analizzato ai microfoni di Lady Radio la prestazione dell’Italia e alcuni dei temi più discussi in casa Fiorentina, soffermandosi in particolare sulla crescita di Nicolò Fagioli e sulle intuizioni avute in passato da Daniele Pradè.

Sulla Nazionale, Nicoletti ha evidenziato i progressi rispetto alla precedente uscita, pur sottolineando la prestazione decisiva di Gianluigi Donnarumma: “Ieri abbiamo visto un italia diversa da quella vista contro il Belgio, forse un pò migliore, ma c'è da dire che Donnrumma è stato qualcosa di strepitoso. Anche se mi resta negli occhi il grave errore a pochi passi dalla linea di Moise Kean: e devo dire che da tifoso viola ho provato anche un po' di soddisfazione”.

Lo sguardo si è poi spostato su Nicolò Fagioli, protagonista di una crescita che sembra aver confermato alcune delle valutazioni espresse negli anni dal direttore sportivo viola Daniele Pradè. A proposito del paragone con Marco Verratti fatto da Roberto Mancini, Nicoletti ha sottolineato il peso delle parole dell'ex commissario tecnico: “Le parole di Mancini su Fagioli, che lo paragona a Verratti, sono un grande elogio. Vedendo come sta giocando tornano in mente anche le parole di Pradè, che qualche anno fa predicava una sua trasformazione da fagiolino a fagiolone: ha commesso tanti errori Pradè ma su questo evidentemente non aveva tutti i torti”.

Secondo Nicoletti, infatti, il rendimento mostrato dal centrocampista rappresenta anche una conferma della fiducia che Pradè aveva riposto in lui già in passato. Un'intuizione che, alla luce delle prestazioni più recenti, merita di essere rivalutata: “Era convinto della sua bravura da sempre, altrimenti non lo avrebbe portato a Firenze. Su questo dobbiamo rendergli i meriti. Come sappiamo bene nel calcio la memoria è molto corta, spesso si limita alla partita precedente a quella che hai giocato. E forse è anche giusto cosi, almeno per quello che riguarda i tifosi”.