Sono almeno tre i motivi per i quali Raffaele Palladino ci tiene a fare bella figura anche domani a Nicosia contro l’Apoel. Prima di tutto perché, con un’altra vittoria dopo quelle su New Saints e San Gallo, la Fiorentina – salendo a 9 punti – sarebbe pressoché certa di qualificarsi alla fase a eliminazione diretta della Conference anche in caso di ko nelle successive tre sfide (opzione, questa, improbabile ma che in ogni caso non priverebbe Biraghi e soci di un posto tra il 9° e il 24° della classifica generale del torneo, quelli che danno accesso almeno ai playoff). Poi perché il sogno del tecnico è quello di tenere fino all’ultimo testa al Chelsea in graduatoria per far sì che un eventuale scontro con gli inglesi possa verificarsi solo in finale (dopo il girone unico, per la fase a eliminazione diretta le squadre verranno sorteggiate una sola volta in un tabellone tennistico col quale si andrà dritti al match di Breslavia).
E infine perché ogni successo conseguito in campo internazionale rappresenta un’iniezione di punti per il ranking Uefa annuale dell’Italia che a fine stagione potrebbe garantire alla nostra Federazione un posto in più in Europa come accaduto al termine della scorsa (quando a beneficiarne sono poi stati il Bologna, 5° e Champions, e la Fiorentina, 8ª e in Conference).
Stimoli, dunque, per far bene anche nella trasferta di Cipro – la prima delle due in Europa senza tifosi al seguito – ci sono tutti per la Viola, che dopo aver centrato a Torino la settima vittoria di fila vuol toccare quota otto come non avviene dall’aprile 2023 – quando la squadra di Italiano si fermò addirittura a nove – e conta di rimpinguare il proprio bottino di premi Uefa aggiungendo ai già 3,9 milioni immagazzinati altri 0,4 (ovvero la cifra che spetta alle squadre per ogni vittoria nella «League phase»).
Per farlo l’allenatore, nonostante il mantra che anche oggi verrà ripetuto («Giocherà la squadra che ritengo migliore per questo appuntamento»), si affiderà a una robusta rotazione visto che l’undici di partenza che affronterà l’Apoel Nicosia potrebbe avere fino a nove interpreti diversi rispetto a quelli che domenica hanno sbancato Torino. L’occasione più ghiotta è quella che riguarda gli attaccanti, su tutti Ikoné e Kouame, quasi certi di partire nell’undici titolare domani nella speranza di risultare decisivi come due settimane fa a San Gallo: il percorso in Europa passa soprattutto da loro. Lo scrive La Nazione.
Palladino corre alimentando i primati. Per i record nel mirino Sousa, Montella e Ranieri
