Inizia l’era Monchi della Roma. Preceduto da una premessa di Gandini – «James Pallotta è stato il primo a volere Monchi a Roma. Grazie al presidente e grazie a Ricky Massara, che ha gestito molto bene questo periodo di interim tra la partenza di Sabatini e l’arrivo di Monchi» – il nuovo ds della Roma è stato presentato a Trigoria in conferenza stampa.

LE PRIME FRASI – «Non penso di essere il miglior ds del mondo, penso di essere una persona fortunata. Ho dedicato gran parte della mia vita al lavoro, quando ho deciso di lasciare il Siviglia ho scelto la Roma tra tutte le offerte perché questa squadra ha un grande margine di crescita, questa squadra può sognare. Ho parlato con Pallotta, Baldissoni e tutta la società su quello che c’è da fare perché se la Roma mi ha voluto è perché sono Monchi e io devo restare Monchi, è questa la cosa più importante”

«In questa stagione non posso avere influenza, penso più al futuro che al presente ma la qualificazione alla Champions sarà molto importante per pianificare e programmare, dobbiamo difendere il secondo posto. La Juventus? Conosco il loro percorso e il loro potenziale, io sono ambizioso per natura, ma guardo anche alla realtà: la differenza con la Juve non è impossibile da colmare, ad oggi abbiamo le basi per colmare questo gap, non credo sia impossibile, abbiamo molti buoni giocatori in squadra che possono essere molto utili in futuro».

IL SEGRETO E’ IL LAVORO – «Non esistono segreti o formule magiche per vincere: esiste il lavoro. Non è solo comprare i giocatori o vedere tante partite, è molto di più. Credo che i tifosi della Roma che i propri sogni vengano realizzati. Però dobbiamo andare tutti nella stessa direzione. Questo è il mio messaggio: i tifosi meritano di vedere i propri sogni realizzati. Tutti dobbiamo lavorare e unire tutti: da Pallotta a Monchi, ogni singolo dipendente del club. Questo servirà per vincere».

VOGLIO CHE SPALLETTI RESTI – «La prima volta che ricevetti la chiamata dalla Roma, ho pensato ai pro e ai contro. L’unico “contro” era quello di lasciare il Siviglia. I “pro” erano diversi, uno dei principali era Luciano Spalletti. Avevo voglia di lavorare con lui e farò di tutto per farlo rimanere qui. Spero di convincerlo a restare, vedremo se ci riuscirò. E’ un allenatore importante ma ora non posso distrarlo, abbiamo davanti Milan, Juve, Chievo e Genoa».

TOTTI? FARA’ IL DIRIGENTE. DE ROSSI RESTA – «Totti? C’è un accordo con la società. Questo è il suo ultimo anno e poi continuerà da dirigente. Lo voglio al mio fianco perché lui è la Roma e può insegnarmi che cos’è la Roma. De Rossi? Il suo desiderio e quello della Roma è lo stesso. Ho parlato con lui, è un giocatore fantastico. Vogliamo raggiungere un accordo. Il timore che dobbiamo vendere? Il problema maggiore è comprare male, non vendere. Tutti insieme lavoreremo ad una strategia idonea per per vincere. Secondo lei ho lasciato casa mia per non vincere?»

 

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