5 Dicembre 2020 · 03:32
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Mancini chiede i gol a Chiesa, può tornare utile anche a Montella. Con Cuadrado sullo sfondo…

Chiesa si avvia a essere protagonista del suo primo grande torneo internazionale con la Nazionale, Euro 2020, in cima a una stagione chiave della sua carriera di predestinato. Mancini però non ha bisogno solo della sua straordinaria forza resistente, della sua agilità agonistica inesauribile, potenziatasi dopo la completa guarigione dai problemi pubalgici della scorsa primavera.

Il ct adesso a Chiesa chiede più gol, almeno il primo. Perché questo è attualmente il limite (non di poco conto, trattandosi di un attaccante), che fa ombra a Federico: dopo 15 presenze con l’Italia, la sua colonna delle marcature riporta solo uno zero. «Deve segnare di più per quello che vale e fa» continua a ripetere il ct. E del resto questa questione è importantissima, non solo per gli equilibri azzurri ma anche per quelli della Fiorentina e in definitiva per l’evoluzione tecnico-tattica del giocatore. Passare da talento conclamato a campione compiuto non è mai agile: l’esempio di Bernardeschi (quanti rimandi…), è materia attuale, anche in azzurro.

L’ideale per Fede sarebbe replicare il proprio rendimento offerto con la Under 21, percorso concluso lo scorso giugno, nel deludente Europeo di categoria, nel quale Chiesa, arrivato da big prestato da Mancini a Di Biagio, è stato uno delle poche eccellenze azzurre (3 gol, 2 alla Spagna poi campione, in 3 partite). Più in generale il suo ruolino giovanile parla di 13 partite, 6 gol e 6 assit con la Under, insomma un rendimento perfetto.

Un’analisi che può essere allargata alle prestazione nel club. Con la Primavera viola Chiesa ha giocato 40 partite, segnando 11 gol più 4 assist. Prestazioni in linea con quelle di una buona seconda punta. I numeri cambiano col salto in prima squadra: 121 partite, 24 gol e 21 assist in totale. Il focus realativo alla sola serie A indica 107 partite, 16 gol (1 contro unabig: al Milan, a S.Siro) e 19 assist (8 contro le grandi, la metà sempre col Diavolo). E’ evidente che l’evoluzione di Chiesa in questa fase lascia aperte molte strade.

Ma i suoi numeri attuali non solo quelli propri di un attaccante compiuto ma di un giocatore a tutta fascia, eversore degli equlibri avversari a favore della squadra. Visto in azione, la sua progressione a campo aperto è sempre straordinaria, sia in attacco (per tutte: l’assist a Ribery contro l’Atalanta) che nei ripiegamenti difensivi (anche a fi ne gara), mentre a difese avverarie schierate ancora le sue scelte fi nali sono spesso sbagliate. E’ ora il tempo di quadrare il cerchio. A partire dalla Nazionale.

In un recente passato, proprio a Firenze, con allenatore sempre Montella, si è compiuta la trasformazione di un giocatore simile a Chiesa, per caratteristiche tecniche (e anche per rendimento): Juan Cuadrado, da ala destra a tuttofascia (nel 3-5-2), fino addirittura al ruolo difensivo attuale nella Juve.

Ora la Fiorentina, pur impostata col 3-5-2, sfrutta Federico in tandem con Ribery dando loro libertà offensiva. Quando per i viola sarà necessario giocare con un centravanti magari l’”opzione Cuadardo” potrebbe tornare utile per far tornare i conti tattici. Ma questa non è materia per Mancini, che in testa e in campo ha una scelta di gioco diversa, e una squadra che in avanti conta su Chiesa. Al quale il ct chiede di essere se stesso, completandosi con la più semplice delle quadrature: il gol.

Corriere dello Sport

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