In un tempo dove i comunicati, veri o presunti, proliferano come nespole, mi corre l’obbligo, la necessità, di stilarne uno mio personale. E ringrazio Labaroviola.com per lo spazio. Comunicato  (o lettera) che, ovviamente, non ha la pretesa di essere migliore, o più credibile di altri. Ha semplicemente l’intento di abbracciare il malcontento ed evitare l’implosione, l’auto-distruzione. Il vero rischio che, oggi, sta correndo la Fiorentina e la propria tifoseria.

Mi presento: sono dell’agosto del ’66, ho visto la mia prima partita a 9 anni (il 4 aprile 1976) Fiorentina-Como 4-1: doppietta di Desolati, reti di Antognoni e Bresciani. Partita data persa a tavolino 2-0 per il lancio di un bullone verso il portiere del Como, Rigamonti. Dopo 20 anni di curva Fiesole (e piogge torrenziali) nel 1996 faccio l’abbonamento in Maratona fino al 2006, quando divento giornalista-pubblicista. Un anno di purgatorio a Lady Radio (nel senso che non andavo allo stadio) e poi lo sbarco in tribuna stampa: posto 93, lato Fiesole. Da allora, non me ne sono persa una. Qualcuna anche fuori casa. Nel frattempo ho fatto più di 100 trasferte, sono stato a Cagliari ed Avellino, mi faccio tutta la Uefa a Perugia, oltre ai ritiri di Serramazzoni, Barga e Castel Del Piano. Fino alla C2, la serie B, lo spareggio di Perugia. Lo so, qualcuno dirà: io ho fatto 10 volte tanto, con questo che vuoi dire? Niente. Dico che non parlo per sentito dire, e nemmeno perchè (dal 2006) qualcuno mi ha dato l’opportunità di vedere gratis le partite. Parlo, e vi estendo questa lettera personale (molto breve, state tranquilli) perchè sono fiorentino ed innamorato della Fiorentina. Sopratutto perchè ho pianto e gioito per la Fiorentina. Almeno quanto la maggior parte di voi che state leggendo.

Non nascondo che il comunicato dell’1926, pubblicato in data 20 luglio 2018, non mi è piaciuto. Ancor meno mi è piaciuto il comunicato (anonimo) di oggi 25 luglio, che spara paroloni, consecutio, anacoluti ed ossimori in quantità, senza arrivare a dire niente. Cosa significa: abbracciamo con affetto Diego ed Andrea Della Valle nella convinzione che tale affetto li convinca a persistere nella loro opera tesa a rendere sempre più sana ed importante la nostra Fiorentina, grazie ad una perfetta organizzazione ed alla realizzazione di strutture ed impianti di assoluto prestigio”? Importante la nostra Fiorentina? Per come parlano ed agiscono… non mi sembra. Nessuno (almeno non io) sputa sul settimo posto, ma renderlo importante significa ben altro. Quindi, perchè rimarcarlo? E pensate che alla pancia della tifoseria interessino i centri sportivi, che produrranno (forse) calciatori tra sei-sette anni? Queste cose si fanno, ma non si dicono. Non si sbandierano. Si raccoglieranno i frutti, questo si. Ma non devono suonare come una propaganda. La vera propaganda è il campo. Sennò, meglio il silenzio. Come ritengo assurda la conclusione del comunicato dell’1926 quando dice: “i Della Valle se ne devono andare da Firenze”. Ok, in teoria siamo tutti d’accordo: se ne vadano. Ma… chi viene al loro posto? Qualcuno ha già pronta l’alternativa? La Fiorentina avrà un nuovo proprietario, oppure sarà oggetto del Sundas di turno? Insomma, la domenica dopo, potrò vedere la mia Fiorentina? Potrò applaudire i miei beniamini? Potrò esultare per un gol dei miei idoli, o (al contrario) disperarmi per uno subito? Perchè si fa presto a dire: via i Della Valle da Firenze, ma poi domenica si gioca. E senza proprietà, non si può giocare. E a chi dice: ma figurati, ti pare che nessuno voglia compare la Fiorentina? Ricordo lo si diceva anche nel luglio del 2002, poi se non era per i “ciabattini”, si giocava ancora a Poggibonsi, e si spalava la neve a Gubbio. Quindi, prevenire è meglio che curare. Prima l’alternativa, poi (semmai) la dipartita.

Concludo: in questa storia, tutti hanno ragione, tutti hanno torto. La realtà è che, stando così le cose, la Fiorentina sta andando all’auto distruzione. Potrei rivolgermi ai Della Valle, che però non mi ascoltano. Potrei dire: che senso ha tenere la Fiorentina in queste condizioni? Anonima, grigia, normale, vivacchiante. A sinistra della classifica, certo, ma senza un refolo di sogno, di speranza. Di illusione… Del resto, il coltello dalla parte del manico, ce l’hanno loro. Firenze è Firenze, siamo d’accordo. Ma la Fiorentina è loro. C’è poco da fare. E allora preferisco rivolgermi ai tifosi: e dico… l’ambiente sta diventando ingestibile, irrespirabile, invivibile. Le radio, i social, le televisioni… Uno sfogatoio continuo. E non pensate che la squadra non ne risenta. Anzi… Una squadra, come la Fiorentina, fatta di bravi ragazzi ma (allo stesso tempo) di giocatori normali, può affondare nelle difficoltà. Anche se solo ambientali. A differenza di una squadra fatta di campioni, che nelle polemiche trova linfa vitale. E poi fateci caso: la Fiorentina non interessa più a nessuno. Oppure, al contrario, la Fiorentina interessa (ed è usata) solo per affermare le proprie ragioni, il proprio orgoglio. Ai Della Valle la Fiorentina non interessa, ormai è chiaro. Diego investe sulla Scala, sul Colosseo, su Pompei… e la Fiorentina? Niente di niente. Allo stesso tempo i tifosi non parlano più di calcio, ma solo di bilanci. E non è vero che “sono loro” (i Della Valle) che ci hanno portato a parlare di bilanci. Il tifoso parla e ragiona di quello che vuole. Nessuno glielo impone. Solo che oggi, fa più comodo parlare di plusvalenze, criticare acquisti sbagliati, rinfacciare frasi tipo: “se non conoscete Tizio e Caio, è un problema vostro”. Colpisce di più, buca di più. Se poi la Fiorentina arriva settima o ottava, se va o meno in Europa, se Corvino azzecca Pezzella, Veretout e Milenkovic… non importa. Quel che importa è criticare Gaspar, Saponara, Maxi Olivera, Cristoforo. Tutto vero, tutto giusto. Ma questo non porta a niente. Anzi… porta solo all’auto distruzione. La Fiorentina, in quanto squadra per la quale piangere, gioire, imprecare, esultare, battere le mani o i pugni sulle ringhiere, non esiste più. Esiste uno strumento, di nome Fiorentina, per attaccare, offendere, rinfacciare, contestare, rivendicare… Tutto, meno che tifare. E attenzione perchè… la Fiorentina, invece che un fine, sta diventando un mezzo, uno strumento. E questa strumentalizzazione sta portando all’auto distruzione. Credo che nessuno di noi voglia questo. Ed allora fermiamoci, torniamo uniti, e ricominciamo a tifare. Turiamoci il naso e remiamo tutti dalla stessa parte. Con o senza i Della Valle.

P.S. Rispondo a chi mi obbietta: “e cosa possono fare i tifosi? Non sono loro a dover cercare un nuovo proprietario”. Può darsi. Però, meglio che contestare, criticare in maniera sterile, ricordate cosa fece Rigoletto Fantappiè quando ci fu il passaggio tra Pontello e Cecchi Gori? Come a tutti i poeti, gli mancò un verso: la permanenza di Roberto Baggio. Poi però riuscì in tutto. Fino alla fine. E la Fiorentina cambiò finalmente presidente. Sono certo che le idee, se solo lo voleste, non vi mancherebbero…

Firmato: un tifoso viola… come voi.

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