Si erano lasciati in modo negativo. Senza neanche nascondersi sulla vicenda. Non inspiegabilmente, ma senza spiegazioni. “Lo scorso anno – raccontò Marco Benassi nel giorno della sua presentazione a Firenze – fino a metà marzo le ho giocate tutte. Ero anche capitano, poi negli ultimi due mesi non ho più giocato. Ho chiesto delle spiegazioni, nessuno me le ha date e per questa ragione volevo andare via”. Una scelta, quella di Sinisa Mihajlovic, che lasciò ai margini il centrocampista classe ’94. Colpa del modulo, dell’incidenza e delle caratteristiche.

“Dopo le vacanze – continuò Benassi – però sono tornato a Torino con voglia di far cambiare idea su di me, ma nessuno ancora una volta mi spiegava come stavano le cose. Alla fine mi hanno detto che con quel modulo gli altri partivano davanti ed io ero una seconda o terza scelta. Per fortuna mi ha chiamato la Fiorentina e non ho avuto mezzo dubbio”. Proprio la chiamata della Viola gli ha aperto nuove porte, all’improvviso, a metà agosto. Blitz di Pantaleo Corvinoe il Toro lo ha ceduto.

Le intenzioni gigliate prevedevano un suo impiego sulla trequarti: risultati disastrosi, addirittura un’esclusione contro l’Atalanta. Ma era evidente che quello non fosse il suo ruolo. Stefano Pioli ha riflettuto e lentamente gli ha mutato la posizione in campo, fino al netto cambiamento avvenuto contro l’Udinese: da lì il cambio di marcia, con tre vittorie in altrettante partite segnate da due reti messe a referto proprio da Benassi. L’ultima, ieri sera, con il Torino.

Mentre era invischiato nel comprendere chi fosse Anna Frank, probabilmente Mihajlovic ha ripensato anche al suo ex capitano, difeso il giorno dell’investitura: “Difficile prendere la fascia alla sua età? Difficile è alzarsi per andare a lavorare alle quattro del mattino”. Ma in estate spiegò anche che, dopo le parole di Benassi, lo stesso giocatore gli aveva mandato un messaggio per spiegarsi è che, loro, sapevano come fossero andate realmente le cose.

Resta il fatto che il giocatore della Fiorentina, qualche sassolino, aveva comunque da toglierselo. E ieri, nell’appuntamento contro il passato, non si è risparmiato: gol, assist e miglior prestazione in maglia viola. Uno stimolo in più, una rivincita personale. Con l’allenatore del Torino bersagliato anche dalla curva avversaria, nonché ex: “Sinisa salta la panchina”. Insomma, Benassi l’ha avuta vinta. Almeno stavolta.

 

Calciomercato.com

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