Ecco di seguito un’analisi fatta quest’oggi da Il Messaggero, giornale romano che analizza così il delicato momento che la squadra di Inzaghi sta attraversando dopo le due sconfitte consecutive nel derby e in europa.

La solitudine, è questo uno dei principali problemi della Lazio. Solitudine che spesso fa rima con egoismo. Simone Inzaghi se l’è lasciato sfuggire a caldo dopo la sconfitta contro l’Eintracht: «Non giochiamo più da squadra, ci sono troppi giocatori che cercano di risolvere ognuno per conto proprio la partita». Una frase forte, forse un grido d’allarme. I ko contro Roma ed Eintracht hanno acuito un problema che serpeggiava da qualche tempo. Il tecnico spiega, parla, urla, perde la voce ma più di qualcuno sembra non sentirlo più. Non è in bilico ma la panchina comincia a diventare sempre più calda.

Milinkovic e Luis Alberto rimasti a furor di popolo da valore aggiunto si sono trasformati in oggetti misteriosi. Invece di trascinare il gruppo restano nell’anonimato. Il primo, mister 150 milioni, da inizio campionato sembra essere diventato un giocatore normale. Solo contro il Genoa si è ricordato di essere il Sergente che faceva impazzire i biancocelesti. Poi solo prove incolore condite dai soliti colpi fini a se stessi. Discorso simile per lo spagnolo che pare essersi ritrasformato in “Lupo” Alberto. Dice di aver sofferto di pubalgia, ai medici non risulta. Al derby è finito per essere il capro espiatorio di tutti e per tutto. Lo scollamento del gruppo sembra sempre più evidente.

 

Vedremo se domani la Lazio risponderà presente sul campo, quel che è certo è che avrà di fronte uno dei peggiori avversari possibili in questo momento: una Fiorentina giovane, fresca e in forma, che vuole invertire il trand negativo fuori casa.