3 Marzo 2021 · 05:28
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LA FIORENTINA RIPARTE DA ANDREA DELLA VALLE. L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI

Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare”. Lo diceva Gino Bartali, ed in poco tempo ne fece un cavallo di battaglia. Una sorta di aforisma che incarna (tuttora) il carattere dei fiorentini: mai contenti, mai capaci di gustarsi una vittoria fino in fondo. Perchè si vince, è vero, ma si poteva vincere meglio. Non ce ne voglia il popolare “ginettaccio” se, trasponendo il tutto al giorno d’oggi, siamo d’accordo solo in parte. Prendiamo la Fiorentina, e dividiamo il discorso in due momenti ben distinti: il passato, anche recente, ed il futuro. Per arrivare alle prospettive che, lo vedremo, non sono poi tanto male. Ma andiamo con ordine.

In una domenica dove tutto sembrava congiurare a favore della Fiorentina, raramente abbiamo visto succedere tutto il contrario. A cominciare dal calendario. La contemporaneità, questa sconosciuta: dopo quella garantita alla lotta scudetto, poteva essere estesa anche a quella per l’Europa League? Il biscotto (perchè di questo si è trattato) tra Milan ed Atalanta, si poteva evitare? La risposta è ovviamente affermativa, e qui tiriamo in ballo la debolezza e l’assenza societaria di fronte alle nefandezze federali. Poi: lo sciopero del tifo. Lo avevamo detto, non è la domenica adatta. Prima viene la Fiorentina, poi i rancori e le rivincite personali. Aggiungiamo la “melassa” sparsa sul ricordo di Astori (intendiamoci, Davide non c’entra nulla…) ma chiediamo: poteva essere tutto rimandato a fine partita? Di certo la concentrazione, la determinazione durante i 90′ ne avrebbe guadagnato. E ancora, in rapida successione: le scelte di Pioli (Eysseric titolare, ma anche Dabo in panchina e Falcinelli primo cambio), la giornata a dir poco negativa di 9/11 della squadra, l’atteggiamento provocatorio dell’arbitro (la prima ammonizione dei cagliaritani è arrivata al 78’…) il gol dei rossoblù assolutamente evitabile, con uscita a vuoto di Sportiello e dormita dei centrali viola su Pavoletti. L’ostruzionismo del Cagliari avallato ancora dal signor Valeri che, nel finale, ha pensato bene di ammonire Veretout, espellere Pioli, doppiare col francese in evidente crisi di nervi. Fino al momento clou, andato in scena dalle 18 in poi. C’era una sola possibilità per restare in corsa: che Atalanta e Milan non pareggiassero. Ed invece Atalanta che sfiora ripetutamente il gol, Milan in vantaggio, orobici in 10, Montolivo (tu quoque…) che riporta la partita in parità numerica… Dulcis in fundo pareggio dell’Atalanta al 92′ che di fatto estromette la Fiorentina dall’Europa. E tutto in sole 5 ore, dalle 15 alle 20, un lasso di tempo capace di distruggere una rincorsa che aveva del miracoloso, una prova di maturità e resistenza psicologica (quella dei viola) azzerata da un pomeriggio di ordinaria follia.

E allora, tutto da rifare? Lo abbiamo anticipato, certamente no. Qualcosa da cambiare, non c’è dubbio, sopratutto un elemento da cui ripartire: Andrea Della Valle. In mezzo a tanti errori, a tanta improvvisazione ed ingenuità, le parole del “patron” sono state un raggio di luce. Abbiamo messo un primo mattone per un nuovo ciclo, che ci darà tante soddisfazioni nei prossimi anni. Il futuro? Il futuro immediato sarà molto positivo”. Sono solo parole, canterebbe qualcuno, e anche noi ottimisti della prima ora vorremo aspettare, toccare con mano. Dopo tante promesse, tanti proclami. L’importante, però, è che queste parole siano venute da Andrea Della Valle. Perchè, si chiederà qualcuno? Perchè Andrea della Valle è l’unico (e ripetiamo l’UNICO) che può far ripartire la Fiorentina. E’ l’unico che può convincere il fratello a reinvestire sulla cosa viola. E’ l’unico che può arginare i personalismi mediatici di Corvino, è l’unico che può stemperare il pessimismo di Cognigni. Può bastare? Ricordiamo, per gli scettici, che ADV è quello che nell’agosto 2012 puntò i piedi e portò a Firenze, in un colpo solo, Borja, Gonzalo, Mati, Pizarro, Aquilani ed Ilicic. ADV è quello che in tribuna saltella come un ultras e si fa riprendere con la camicia bagnata di sudore. ADV è quello che va tra la gente, saluta con fare papale, sparge ottimismo ed entusiasmo in una piazza sconfitta e disillusa. Sopratutto ADV ama Firenze e la Fiorentina, tutto il resto viene di conseguenza.

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