Italiano: "Le imprese più belle? Salvezza con lo Spezia e Coppa Italia col Bologna. Brividi!"
L'ex tecnico viola parla della stagione del Bologna del futuro e del passato ma dimentica la Fiorentina
Vincenzo Italiano si gode il momento del suo Bologna ma mantiene alta la concentrazione sugli obiettivi ancora da raggiungere. Intervenuto ai microfoni di Dribbling su Rai 2, l’allenatore rossoblù ha ripercorso la stagione della squadra felsinea, soffermandosi anche sul prossimo confronto contro il Napoli di Antonio Conte, sul proprio futuro e sui temi più caldi del calcio italiano. Per il tecnico, il bilancio dell’annata resta estremamente positivo:
“Secondo me la stagione è stata molto positiva: se a marzo/aprile sei dentro tutte le competizioni, vuol dire che stai andando come avevi programmato. Poi stupire è molto difficile, così come arrivare in fondo e vincere un trofeo. Abbiamo valorizzato tanti ragazzi, mi viene in mente Rowe che da inglese era in difficolta inizialmente. Ho visto tante cose positive quest'anno”.
Italiano ha poi parlato della sfida di lunedì contro il Napoli, spendendo parole di stima per Antonio Conte: “L'allenatore è anche capacità di saper stimolare i ragazzi in settimana e Conte è un grande tecnico, sia per quanto fatto in Italia che fuori. Anche quest'anno ha dimostrato il suo valore. Se c'è qualcosa che mi accomuna a lui, è come viviamo la partita”.
Ripensando alla scelta di approdare a Bologna dopo il ciclo vincente di Thiago Motta, il tecnico ha ricordato le perplessità iniziali di molti addetti ai lavori: “Faccio sempre la battuta che quando ho accettato la panchina del Bologna, qualcuno mi dava del matto. Dopo la Champions, dopo quanto costruito da Thiago Motta, poteva essere difficoltoso replicare. Invece ho incontrato una società top e una squadra di alto livello. Abbiamo fatto un bel cammino in campionato, portando a casa un trofeo che mancava da 50 anni, con 30.000 bolognesi all'Olimpico e una marea ad acclamarci sul pullman scoperto. Brividi!”.
Tra i ricordi più intensi della carriera, Italiano mette sullo stesso piano la salvezza conquistata con lo Spezia e la recente Coppa Italia vinta con il Bologna: “Al primo posto a pari metto la salvezza dello Spezia in Serie A e la Coppa Italia. Un trofeo di mezzo è sempre straordinario; e poi tutta quella gente! Però quella salvezza fu qualcosa di incredibile, con 6 mesi in cui giocavamo sempre fuori casa, a Cesena, perché avevamo il 'Picco' inagibile. Facemmo un grande girone di ritorno”.
Sul futuro, l’allenatore non si sbilancia ma conferma che a fine stagione ci sarà un confronto con la dirigenza: “A questo punto di stagione c'è sempre il valzer di nomi tra allenatori e giocatori. Io sono concentratissimo perché abbiamo ancora qualche obiettivo da raggiungere. Sono in una società in cui si lavora benissimo, incontrerò la dirigenza e vedremo il da farsi”.
Italiano ha poi ribadito la sua fiducia nei giovani, sottolineando come per lui il talento venga sempre prima dell’età: “Per me non è un problema buttare dentro un ragazzino di 18 anni se ha qualità o tenere uno di 37/38 a dare il suo contributo. Abbiamo tra gli altri Pessina, Helland, Castro... giocatori che possono far vedere il loro valore e noi li buttiamo in campo. In Italia abbiamo poca pazienza, nessuno escluso: è lì che bisogna crescere”.
Spazio anche a una riflessione sulla Nazionale italiana e sulle difficoltà recenti: “I giovani di valore ci sono, quelli di esperienza e di livello alto anche. Si arriverà che l'Italia tornerà a qualificarsi al Mondiale e ad essere protagonista. Dispiace perché c'è mancato poco anche stavolta, con la Bosnia c'è stata un po' di sfortuna. Sono convinto che il nuovo corso porterà risultati: col materiale che c'è, non puoi non andare al Mondiale”.
Infine, il tecnico rossoblù ha affrontato il tema VAR e uniformità arbitrale: “Se si parla delle decisioni sulle quali non si trovano soluzioni, come falli di mano o situazioni che non ci portano a un unico pensiero, allora il VAR ha aiutato tantissimo: le cose sono migliorate rispetto a quando giocavo io. Mi auguro che l'indagine che sta venendo fuori si concluda per il verso giusto per poi aggiornarsi e migliorare. Ma ripeto, l'avvento del VAR ha dato qualcosa in più. Poi si possono accelerare i tempi delle decisioni, ma ci arriveremo”.
E sulla necessità di migliorare il dialogo nel sistema calcio ha concluso: “Farei più incontri, cercando di confrontarsi, alla ricerca di soluzioni per migliorare. Girando per l'Europa, e avendo visto gli arbitri degli altri paesi, dico che i nostri sono di livello. Serve soltanto un po' più di collaborazione”.