25 Ottobre 2021 · 15:44
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Italiano: “In porta ci sono gerarchie. Ci sarà turnover. Gasperini? Episodi chiari, decisioni giuste”

Alla vigilia di Genoa-Fiorentina il tecnico viola Vincenzo Italiano ha risposto alle domande in conferenza stampa

Moena, stadio Benatti, 31.07.2021, allenamento mattutino, foto Lisa Grelloni. Copyright Labaroviola.com

Oggi Vincenzo Italiano ha parlato in sala stampa per presentare la sfida di domani a Marassi, Genoa-Fiorentina:

Questa Fiorentina ha dimostrato un motore in pieni giri, ci sono ancora margini per schiacciare sul gas?

Sì, penso che li abbiano tutti, soprattutto le squadre che quest’anno hanno cambiato allenatore e tanti giocatori. Alla terza giornata penso che siamo stati bravi ma si può crescere e migliorare, continuare a credere in maniera ossessiva in quello che facciamo in settimana. A livello tecnico possiamo far vedere di più così come in personalità.

Che insidie nasconde la partita di domani contro il Genoa? Spesso la vediamo avere un rapporto schietto con i giocatori, questa può essere una dote in più?

Il Genoa è una squadra che ha messo in difficoltà il Napoli, ha vinto in rimonta a Cagliari quindi penso che domani ci sia di fronte una squadra con la quale serve massima attenzione. Lì lo stadio spinge, squadra forte e giocatori di temperamento. Un’altra gara difficile, un altro banco di prova importante, arriviamo da due vittorie e bisogna dare continuità. Dobbiamo fare una grande prestazione.

Io penso che la lealtà, la schiettezza, la sincerità penso che sia un qualcosa che paga. Il mio modo di gestire è questo, se si è permalosi, orgogliosi e non si accetta il mostrare l’errore o aggiustare, è difficile. Se si pensa di squadra si cresce, poi si scherza e si ride. Mi piace condividere tutto con i miei ragazzi, se questo porta 1/2 punti in più in campionato penso sia importante. Poi serve spingere in settimana e andare forte in campo. Oltre al fatto di vincere bisogna avere quell’ossessione di riportare in campo quello che si fa in settimana, sono convinto che si può ottenere qualcosa di importante.

La Fiorentina è in gran parte formata da giocatori che erano già qui, è una squadra rigenerata. Qual è stato il segreto, di ricostruire il morale di questi giocatori?

Io ho sempre detto, fin dalle prime conferenze, anche in ritiro che questa è una squadra con valori, stava a me e al mio staff insieme alla loro disponibilità migliorare quello che avevano fatto nell’anno precedente, personalmente, perchè ho ottenuto una salvezza alla penultima giornata così come la Fiorentina. L’obiettivo è quello di fare di più. Avete visto tutti come abbiamo lavorato, di segreti ce ne sono ben pochi. Quando si va in campo e si cerca di avere la meglio sugli avversari poi in base anche ai principi che si vogliono sviluppare poi i risultati arrivano. Qui nessuno è un mago. Il segreto è avere passione, amore, anche nei confronti della maglia, questo è quello che regna nello spogliatoio della Fiorentina.

Il calcio italiano è democratico, a Firenze è di certo vero, non si guarda in faccia nessuno, non ci sono gerarchie. Questo nemmeno in porta? O lì ci sono…

L’ultima gara ho già motivato la scelta di mandare in campo chi per 15 gg aveva preparato la sfida con l’Atalanta. Quelli che sono arrivati molto stanchi abbiamo preferito non schierarli, gli serbi e gli italiani sono arrivati 2-3 giorni prima, gli altri troppo in ritardi e in una condizione fisica non adatta al dinamismo dell’Atalanta. Scelte fatte in quella funzione.

Per la porta ci sono delle gerarchie, i ragazzi lo sanno, domani vedremo. Come ho sempre fatto anticipare le scelte non mi piace, ma perchè gli avversari si preparano, non mi piace dargli vantaggi.

Sono passate tre partite, per accendere i riflettori sulla sua Fiorentina, può davvero essere la sorpresa del campionato? Quest’attenzione nel suo lavoro, può caricare di ulteriore pressione? E così anche Vlahovic?

Penso che tre giornate siano poche per dare giudizi definitivi, due mesi di lavoro sono pochissimi, godiamoci questo buono inizio perchè quando è uscito il calendario a dire la verità ero abbastanza timoroso di iniziare con queste gare difficili. Abbiamo fatto sei punti e siamo contenti. È ancora dura e difficile, ora ci sono tre patite in una settimana o prendi il volo e rovini quello fatto. Piedi ben saldi a terra, sappiamo che l’obiettivo è prima di tutto essere una vera squadra e avere un’identità. Solo se sei organizzato perdi meno partite, presto per dare giudizi. Dobbiamo stare con le antenne dritte, non ascoltare nessuno.

Sono felice di avere calciatori come Vlahovic, durante la settimana va forte, è uno di quelli, sta incredibilmente crescendo, è un 2000 però sta dimostrando di essere attaccato a questa maglia, si vede quando esulta, quando corre, deve rimanere questo, è la strada per diventare un grande giocatore.

Tre partite in otto giorni, farà turnover? Come sta il gruppo? Venuti? L’unica squadra in Europa a punteggio pieno è la Roma di Mourinho, voi avete fatto molto bene contro, incentivo a far meglio?

Le tre partite in una settimana, concentrarsi sulla prima, cercare di fare bene poi per forza di cose ci saranno acciacchi che si farà fatica a mettere a posto in così breve tempo, sei obbligato a cercare rotazioni in ogni reparto, a mettere in campo quelli con più freschezza, che stanno bene. Sicuramente in queste tre partite ci saranno. Il problema alla spalla di Venuti sembrava la cosa più difficile da recuperare invece è a posto, ha preso una botta al polpaccio quindi non l’avremo a disposizione. Speriamo di fare scelte corrette.

Amrabat e Castrovilli due giocatori in rilancio, come ha visto il primo? Cosa chiede a Castrovilli?

Avete visto tutti, adesso mi piace cercare di coinvolgere tutti soprattutto sfruttare il momento in cui hai a disposizione questa rosa tutte le qualità. Negli ultimi 20/25 minuti sapevo di un ritorno dell’Atalanta, allora ho pensato che la struttura di Amrabat poteva venire utile, infatti ci sono situazioni in cui ha colpito lui di testa. È un calciatore di grande forza fisica, di lettura di recupero palloni, in questo grande spirito di sacrificio è un calciatore unico. Se inizia a migliorare, velocizzare nella verticalizzazione è un calciatore che può stazionare tranquillamente a centrocampo. Cinque cambi determinano le partite, mandare cinque giocatori lucidi possono cambiare le sorti di una gara. Tutti devono entrare con il piglio giusto. C’è poco da recuperare in Castrovilli, ha incredibili qualità, caratteristica di andare veloce in conduzione, spacca le partite, crea imprevedibilità. Era arrivato con un problema al polpaccio, per lui è stata anche una gestione che non era al 100%. È un ragazzo giovane e se pensa di non migliorare o essere già arrivato alla sua completezza, sbaglia. Si può diventare giocatori anche ad età avanzata.

Abbiamo parlato di rotazioni. Questa Fiorentina ha dei punti fermi? Giocatori a cui non rinunciare? 3/4 hanno giocato tutte le partite…

Non è una questione di punti fermi ma di gente che si può guadagnare la conferma, sia in partita che durante la partita e in settimana non molla nulla, gente che deve per forza rimanere in campo ma di questi quattro punti fermi se dovesse esserci qualche problema non mandiamo in campo chi non sta al 100%. Si tiene in considerazione la prestazione, quello che un ragazzo mostra. In questo momento in 4 si sono guadagnati la conferma ma può capitare di tutto soprattutto in queste 3 partite, sicuro che qualcosa accadrà.

Lei prima ha detto che dopo tre partite non si può fare un bilancio. C’è un momento nella sua testa per fare un punto della situazione? Le ha dato fastidio l’atteggiamento di Gasperini in merito agli episodi arbitrali della scorsa partita?

Penso che un bilancio si può fare dopo 10/12 o 15 partite, è troppo presto per una squadra che ha cambiato come noi. Quest’anno ci son stati 10 cambi di allenatori, non è facile per tutti trovare la quadra in poco tempo, un allenatore è chiamato a farlo. Dopo tre partite questa settimana avete visto cosa è successo, l’allenatore deve essere veloce e chiaro da subito ed ottenere risultati da subito. Questa giovane squadra ha margini enormi, Vlahovic 2000, Sottil ’99, poi abbiamo tanti 97′, 98′. Ogni anno dopo 12/15 partite ho cercato di fare il punto della situazioni.

Nelle decisioni di Bergamo, dove l’arbitro ha chiamato in causa il VAR è stato chiaro. L’ho già detto a fine partita per quelli penso che sia tutto chiaro. Durante l’arco di un campionato ci sono momenti, noi abbiamo subito espulsione dopo 17′ dove in alcune situazioni viene tirato fuori il giallo, in altre il rosso. Penso sia stata una grande partita, affronta tutti a viso aperto. Gli episodi vanno e vengono, pensiamo ad andare avanti ed alla prossima partita.

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