Italia, il ritorno di Mancini è un disastro: contro il Belgio tornano apatia, errori e vecchi fantasmi
Due gol del Belgio, una reazione tardiva e gli stessi problemi di sempre: la nuova Nazionale riparte senza gioco, personalità né identità
Il ritorno del nuovo (vecchio) Mancini comincia nel peggiore dei modi. All’Olimpico il Belgio vince 2-0 e l’Italia ripropone immediatamente quei difetti che hanno accompagnato gli Azzurri fino alla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali: poca intensità, errori banali e soprattutto l’assenza di un’identità riconoscibile.
Belgio subito padrone
Il Belgio parte meglio e dopo appena otto minuti Donnarumma deve superarsi su De Ketelaere. L’Italia fatica a uscire e al 20’ arriva il vantaggio: l'esordiente Romano perde palla, Godts parte in verticale, mette a sedere Mancini e Coppola e batte Donnarumma.
Gli Azzurri rischiano ancora al 23’, quando De Ketelaere trova la risposta di Donnarumma e Raskin calcia sulla ribattuta. Al 28’ è ancora il portiere italiano a salvare su Godts. Solo nel finale di tempo l’Italia prova a reagire: Romano sfiora il gol al 35’, poi Cambiaghi serve Kean, che calcia sull’esterno della rete.
Reazione tardiva, poi il raddoppio
Nella ripresa gli Azzurri entrano con un altro atteggiamento. Cambiaghi è il più pericoloso: al 47’ costringe Lammens alla parata su una conclusione di Kean e al 53’ serve Pio Esposito, ancora fermato dal portiere belga.
L’Italia sembra crescere, ma al 69’ arriva la doccia fredda. Un’altra palla persa spalanca la strada a De Ketelaere, che serve Lukebakio: controllo, rientro sul sinistro e gran tiro per il 2-0. Mancini prova a cambiare qualcosa con Scalvini, Frattesi e Maldini, ma la partita è ormai indirizzata.
Il problema, più del risultato, è ciò che l’Italia ha mostrato. La reazione del secondo tempo non basta a cancellare un primo tempo spento e senza idee. Il ritorno di Mancini avrebbe dovuto segnare una ripartenza; per ora, invece, sembra l’inizio di un altro capitolo dei vecchi problemi.