Il mercato, si sa, è fatto di strappi: attese e accelerazioni improvvise. Quando la calma appare piatta arrivano lampi di vivacità inaspettati. Alla regola non sfuggono i rinnovi. La società viola in questo senso ha dimostrato di aver fatto tesoro delle esperienze negative (Neto e Montolivo su tutti) procedendo in anticipo – ma soprattutto con mosse tempestive – al rinnovo di Khouma Babacar, il 1° luglio 2015. Un contratto importante – fra i top della rosa attuale – con scadenza 2019, fra due anni dunque. Di quel periodo, in cui il ragazzo stava dando conferme di essere buono per la serie A, si ricorda anche la corte serrata dell’Inter. Babacar ci stava pensando, sarebbe stata una svolta per la carriera, ma Andrea Della Valle e Mario Cognigni gli tolsero ogni dubbio, con un rinnovo monstre.

Che la Fiorentina si sia ampiamente stufata di scoprire talenti e poi vederseli soffiare sotto il naso a parametro zero è dimostrato dal contratto fino al 2021 firmato da Federico Chiesa (in compagnia del padre) a metà gennaio scorso, poco prima della sua definitiva esplosione a grandi livelli. Adesso i tifosi (e gli addetti ai lavori delle altre squadre) sono in attesa di sapere se Federico Bernardeschi dirà sì alla proposta di rinnovo che il club gli ha messo sul tavolo. E’ bene ricordare che il ragazzo di Carrara ha un contratto fino al 2019 e negli anni scorsi era finito nel mirino della Juventus. Bene, anche stavolta la Fiorentina si è mossa per tempo, proponendogli cinque anni di contratto a 2 milioni e mezzo di euro netti a stagione. Più la fascia di capitano.

Adesso sta al giocatore, che pare si sia preso una pausa di riflessione, accettare o meno il rinnovo. Particolare importante, non certo un dettaglio: il prossimo anno ci sono i Mondiali di calcio in Russia e appare evidente che Bernardeschi abbia bisogno di giocare molto per mettersi in mostra. In un altro club – non nella Fiorentina che lo ha scoperto e cresciuto – sarebbe così sicuro di partire titolare all’inizio del prossimo campionato? E poi ci sono anche altri aspetti: Bernardeschi ha sempre dimostrato molta personalità e altrettanta sincerità nelle sue dichiarazioni pubbliche.

A Firenze sono tanti giocatori che sognavano «da sempre di vestire la maglia viola che non vedevano l’ora di finire la carriera giocando al Franchi». Promesse vane, smentite dai fatti. Stavolta sembra tutto diverso. logico che Berna si sia preso un po’ di tempo per riflettere, ma le sensazioni dei dirigenti sono improntate all’ottimismo. Basta ricordare cosa ha detto Pantaleo Corvino, direttore generale dell’area tecnica, tre giorni fa: «Bernardeschi è figlio del nostro vivaio e ha manifestato il desiderio di voler continuare ad indossare la maglia viola ed essere protagonista qui. Noi abbiamo mostrato la nostra volontà con una proposta di rinnovo importantissima, credo che gli intendimenti nostri e del ragazzo prevarranno, per creare una Fiorentina importante».
La Nazione

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