di Flavio Ognissanti

Anche se adesso i suoi scudieri stanno tornando in piazza per difenderlo, il fallimento di Pantaleo Corvino in questi due anni e mezzo è sotto gli occhi di tutti. Un po’ come Simeone, sarebbe troppo facile far notare il suo fallimento con il dato dei gol, la cosa più imbarazzante sono le lacune tecniche e i movimenti assenti o sbagliati. Stesso discorso per Corvino, troppo facile far notare il suo fallimento attraverso i risultati (due ottavi posto consecutivi e per adesso dodicesima posizione), a rendere cosi grave e netto il suo operato sono i tantissimi soldi spesi male.

Ottimi i colpi Veretout, Pezzella e Milenkovic ad esempio, che sono giocatori all’altezza della Fiorentina e delle sue ambizioni di alta classifica. Andando a vedere i numeri e i milioni spesi dal direttore generale della società viola viene fuori, ancor di più, che i soldi spesi sono stati tantissimi in relazione ai risultati sportivi.

La Fiorentina prima di Corvino aveva Daniele Pradè come direttore sportivo, con l’ex dirigente i risultati sono stati ottimi (3 quarti posti, un 5 posto, 1 finale di Coppa Italia, 1 semifinale di Europa League e 1 semifinale di Coppa Italia).

Molti sostengono come il compito di Pantaleo Corvino sia difficile perchè non ci sono stati i fondi che la società viola aveva messo a disposizione nella precedente gestione. Ma non è cosi. Perchè nella gestione di Pradè i soldi che la Fiorentina incassava erano gli stessi che poi avrebbe dovuto spendere. Il regime era sempre quello dell’autofinanziamento, come impone anche il Fair Play Finanziaro che i Della Valle seguono alla lettera da sempre.

Andando nel dettaglio vediamo come Pradè ha speso nei suoi primi 3 anni 102 milioni di euro, a fronte di 112 milioni incassati. Mentre Corvino, sempre nei suoi primi 3 anni, ha speso 121 milioni di euro a seguito di 163 milioni incassati.

La situazione in cui si sono trovati è stata pressochè identica, nel 2012 Pradè ha dovuto rifare la squadra da capo, come Corvino che nel 2017 (estate scorsa) ha scelto di rivoluzionare il parco giocatori. Quindi non esistono differenze da questo punto di vista.

Non discutiamo il saldo dei milioni incassati e non spesi sul mercato. Il mancato reinvestimento è stata una scelta della famiglia Della Valle, quindi non colpa di Corvino. Il dato che però salta agli occhi è come i soldi spesi da Corvino siano stati di più di quelli spesi da Pradè ma i risultati sono stati molto peggiori.  Come abbiamo visto in precedenza si è passati da tre quarti posti consecutivi a due ottavi posti consecutivi a anche quest’anno la Fiorentina occupa la parte destra delle classifica.

I numeri non mentono mai. Il fallimento di Corvino è sotto gli occhi di tutti, e i numeri lo confermano.