"I migliori vanno tenuti. Guardate i nomi di chi a gennaio è venuto a salvare la Fiorentina"
Bucciantini invita il club a trattenere i migliori e a costruire una squadra più ambiziosa
La Fiorentina deve trattenere i suoi giocatori migliori e costruire su basi solide, evitando di smantellare quanto di buono è stato fatto nelle ultime stagioni. È questo il messaggio lanciato da Marco Bucciantini nel corso di un intervento ai microfoni di Radio Bruno, dove il giornalista di Sky Sport ha affrontato alcuni dei principali temi dell'attualità viola, dalle dichiarazioni di Fabio Paratici fino al futuro di Moise Kean.
Commentando la conferenza stampa del direttore sportivo gigliato, Bucciantini ha spiegato di non essere rimasto sorpreso dalle sue parole.
“Mi aspettavo queste parole da Paratici, anche perché sono le uniche che si può permettere di dire in questo momento: seguono comunque quelle del presidente Commisso, e arrivano dopo l’incontro negli Stati Uniti. Il valore complessivo dell’avventura della proprietà americana è chiaro, è già stato sottolineato che che questa squadra negli ultimi anni non è mai arrivata nelle prime cinque. Solitamente qualsiasi nuova proprietà a Firenze nel giro di qualche stagione era riuscita a piazzare la squadra al ridosso delle primissime, se era riuscito anche Cecchi-Gori dopo il ritorno in Serie A: al quinto anno di presidenza mi sembra addirittura che i viola arrivarono terzi. Considerato questo sono dell’idea che Paratici non poteva che esprimersi nel modo in cui ha fatto oggi: ha cercato di convocare la fiducia di tutti, di continuare a chiedere un atto di fede in lui e nella società".
Secondo Bucciantini, il nodo principale riguarda l'identità che la Fiorentina vuole darsi nel prossimo futuro. Un percorso che richiede tempo, ma soprattutto chiarezza sugli obiettivi.
“E detto tutto questo è normale che il direttore sportivo avrà bisogno di un po’ di tempo. Continua a ripetere lo stesso concetto da un po’ di tempo: nel calcio serve capire il punto di vista della società. Oggi le cose funzionano dappertutto, che siano sportive o editoriali, solo esprimono un punto di vista su quello che sono i tuoi obiettivi, su quello che vuoi diventare. Il tempo c’è, nel calcio siamo sempre perennemente in ritardo ma anche in tempo per fare le cose, un po’ come nella vita. Ma per averne diritto bisogna capire verso dove si va, e questo sarà molto importante per la Fiorentina”.
Il giornalista si è poi soffermato sul futuro di Moise Kean, ribadendo la convinzione che una squadra ambiziosa debba ripartire dai propri punti di forza e non privarsene.
“Come avevo facilmente previsto qualche settimana fa, se uno vuole ricostruire e rivoluzionare una squadra deve liberare posti e risorse. Questo a livello ideale, nella pratica la situazione è diversa. In questo caso una squadra che ha dei giocatori forti deve ripartire da questi. E parlando di giocatori forti non mi riferisco soltanto a Kean, ma ad esempio Dodo. Mi auguro che il prossimo anno quelli forti restano a Firenze, qualcuno per riscattarsi e qualcuno per confermare quello che sta facendo nelle ultime stagioni. Una squadra la migliori coi giocatori forti".
Da qui la riflessione finale, quasi un monito alla dirigenza viola in vista delle prossime settimane di mercato.
“Se vendi uno forte per avere posto in milioni da reinvestire in un momento in cui il calcio italiano è poco attraente di cosa stiamo parlando? Ma la Fiorentina negli ultimi anni chi ha comprato? Lo scorso gennaio chi è che è venuto a salvare la Fiorentina? Guardiamo i nomi e ragioniamoci sopra, prima di vendere Kean penso a trattenerlo, anche se molto dipenderà dai rapporti tra le parti e dalla volontà del giocatore”.
Un messaggio chiaro: per crescere e alzare il livello, la Fiorentina dovrà prima di tutto evitare di perdere i suoi uomini migliori.