"Gudmundsson è sempre stato impalpabile, la sua cessione era la prima mossa da fare del mercato"

Il procuratore ha parlato di Albert Gudmundsson

01 settembre 2026 17:43
"Gudmundsson è sempre stato impalpabile, la sua cessione era la prima mossa da fare del mercato" -
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Un avvio di campionato ben al di sotto delle attese e una manovra tattica ancora tutta da decifrare continuano a far discutere l'ambiente Fiorentina. Ospite del salotto televisivo Il Salotto del Calcio su TVL, il procuratore Eugenio Ascari ha tracciato un bilancio tagliente e privo di filtri sulle recenti mosse di mercato della società viola, mettendo nel mirino non solo alcune valutazioni economiche ritenute spropositate, ma anche l'atteggiamento di alcuni uomini chiave nello scacchiere di Fabio Grosso.

Le perplessità sulle cifre e l'incognita tattica

Pur definendo la campagna acquisti iniziale come un'operazione di altissimo livello e ampiamente promossa dagli addetti ai lavori, l'agente ha evidenziato diverse anomalie gestionali emerse nelle ultime settimane. Sotto la lente d'ingrandimento sono finite le quotazioni attribuite ad alcuni volti nuovi e la gestione della difesa:

«La campagna acquisti è stata eccellente e brillante, ma le uniche perplessità riguardano la quotazione spropositata attribuita a Oulaï — che non ritengo un giocatore da quelle cifre — e la leggerezza nel valutare il lungo stop da cui rientrava Dragusin. Il difensore romeno ha offerto prestazioni decisamente insufficienti in questi primi due turni. Ho l'impressione che Paratici si sia fatto prendere dalla frenesia dopo i primi passi falsi».

La critica si estende anche al cambio di rotta tattico della dirigenza, che avrebbe virato su profili non del tutto idonei all'idea di gioco originaria:

«L'organico era stato strutturato per un 4-3-2-1 con due trequartisti a ridosso dell'unica punta, mentre adesso parrebbe esserci un ripiegamento sul 4-3-3 con gli arrivi di due innesti inferiori agli standard precedenti. Mi riferisco a Gnonto e soprattutto a Njie: quest'ultimo, dopo una stagione al Torino fatta di brevi apparizioni e un solo gol, è stato pagato 15 milioni, una cifra fuori mercato per quanto espresso finora».

La bocciatura di Gudmundsson e i punti fermi di Grosso

Nella seconda parte del suo intervento, Ascari ha analizzato le difficoltà di collocazione dei singoli nel centrocampo e nell'attacco di mister Grosso, sollevando dubbi sull'adattabilità di alcuni interpreti e stroncando senza mezzi termini il rendimento del fantasista islandese:

«L'operazione Atta rappresenta invece un capolavoro di Paratici sotto il profilo economico e dell'ingaggio, per quanto il ragazzo sia ancora lontano dalla forma migliore. Resta da decifrare quale assetto tattico adotterà la Fiorentina visti i troppi interpreti dalla trequarti in su. Ai tempi del Sassuolo Grosso proponeva un 4-3-3 puro con due esterni molto prolifici, ma Mastantuono non ha queste doti e ha sempre segnato poco».

Il giudizio più duro è stato riservato alla gestione dell'ex Genoa e alla prestazione dei singoli contro il Frosinone:

«Da parte mia, la prima mossa sarebbe stata la cessione di Gudmundsson: un giocatore del tutto impalpabile, statico, quasi irritante sul terreno di gioco. Al contrario, Fagioli è una pedina irrinunciabile per questa squadra, mentre Oulaï contro il Frosinone non ha praticamente mai toccato palla».