Giletti: "Paratici non è un sopravvalutato, ha bisogno di tempo per far vedere i risultati"
Il presentatore televisivo ha difeso l'ex direttore bianconero ed ora in viola
In vista del big match di domani tra Fiorentina e Juventus, il noto conduttore televisivo e tifoso bianconero Massimo Giletti è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola, nel corso del programma "Viola weekend", per analizzare la sfida del Franchi e fare il punto sul momento delle due squadre.
Il legame con Paratici e le difficoltà della Fiorentina
Giletti ha aperto il suo intervento soffermandosi sull'operato di Fabio Paratici alla guida dell'area tecnica viola:
"Siamo molto amici e ci sentiamo spesso. Come dissi in passato quando si parlava del futuro allenatore, risposi che potevo anche saperlo, ma che non lo avrei mai rivelato. Credo che Paratici stia affrontando un lavoro complesso: quando inserisci tanti elementi nuovi e cambi guida tecnica, il percorso non è mai privo di ostacoli, soprattutto con le dinamiche di gestione dei calciatori di oggi. Giudicare il suo operato come 'sopravvalutato' mi sembra del tutto prematuro. Quasi tutti i club stanno incontrando difficoltà in questa stagione, pochissime squadre hanno certezze consolidate. La Fiorentina, con il nuovo allenatore, sembra aver finalmente intrapreso la strada giusta per trovare una propria dimensione".
La gestione dell'emergenza in casa Juventus
Sulle discontinuità di rendimento e le problematiche fisiche dell'undici di Spalletti, il giornalista sottolinea l'impatto dei numerosi forfait:
"È una Juventus strana, capace di alternare prestazioni convincenti a passaggi a vuoto inaspettati. Manca la maturità tipica delle grandi squadre, quella continuità che ti porta a infilare quattro o cinque vittorie consecutive. Va detto, però, che ci sono ben nove infortunati, compreso l'unico vero grande campione della rosa, fuori da due mesi e mezzo. A questo si aggiunge la perdita della cerniera di centrocampo titolare con Thuram e Locatelli: in tali condizioni stanno compiendo quasi dei miracoli. Quando ti chiami Juventus le aspettative sono sempre massime, ma con sei titolari fuori diventa complicatissimo per chiunque, esattamente come accadrebbe all'Inter senza Lautaro o alla Roma senza i suoi uomini chiave. Il rientro di McKennie darà una mano, ma resta una gara ricca di incognite".
Rivalità e fattore Mastantuono
Immancabile un passaggio sull'atmosfera della sfida e sulle qualità del giovane talento viola:
"Non sono d'accordo con chi dice che la partita sia sentita solo a Firenze: è una gara molto sentita anche a Torino, proprio perché al Franchi si respira un clima unico. È una rivalità alimentata negli anni da episodi storici e da trasferimenti illustri, a partire da quello di Baggio. Domani si affronteranno due squadre ancora alla ricerca della definitiva identità. Su Mastantuono? È un talento puro, ma credo vada lasciato libero di spaziare senza imbrigliarlo in una posizione rigida. Il gol segnato al Sassuolo dimostra quanto sappia incidere quando parte da posizioni centrali: è un giocatore difficile da inquadrare in un singolo ruolo".
Il retroscena sull'addio di Fabio Grosso
In chiusura, Giletti si è espresso sulla parentesi ormai conclusa di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina:
"A Grosso dobbiamo tutti profonda gratitudine per le emozioni del Mondiale 2006, tra la rete alla Germania e il rigore finale. È una persona intelligente e di grande umiltà con cui ho un ottimo rapporto. Ha fatto benissimo al Sassuolo, mentre a Firenze si è verificato qualcosa di difficile da decifrare dall'esterno, un po' come accadde con l'addio a sorpresa di Palladino dopo un'ottima annata. Tra Grosso e Paratici c'è grande stima reciproca: cosa sia scattato tra loro lo sanno solo i diretti interessati. Gli auguro il meglio per il futuro, la sua generazione di tecnici avrà un ruolo sempre più centrale nel nostro calcio".