24 Settembre 2020 · 15:57
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Gasperini: “Qualche insulto ma nei limiti. Firenze si preoccupi più della propria squadra e meno degli avversari”

Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, parla così a Sky Sport dopo la vittoria in casa della Fiorentina: “Sono tre punti importantissimi, chiave. Qui è un campo difficile, non vincevamo da 27 anni, e sfidavamo una squadra in buona condizione. La partita non è stata facile, siamo anche andati sotto dopo aver mancato un paio di occasioni con Pasalic. Abbiamo fatto meglio della Fiorentina ma è stata difficile. Abbiamo insistito e creduto di poter vincere questa partita”.

In tribuna c’era la maglietta “Gasperini uno di noi”.
“Sicuramente è una bella presa in giro, non la indosso ma la metto da parte. Il clima era esagerato, sfottò e insulti sono normali ma nel limite delle cose. Mi auguro che a Firenze si sostenga forte la propria squadra, preoccupandosi un po’ meno degli avversari”.

Una chiave è stato arretrare Gomez.
“Per noi la posizione di Gomez è una risorsa, a seconda del momento della gara fa il terzo attaccante o si muove centrale, a costruire gioco come un centrocampista. Prima ho spostato Pasalic più avanti, poi ho messo Malinovskyi. La sua è una capacità, una risorsa e crea alternative alla squadra. Crea giocate diverse per noi più che per l’avversario”.

Zapata come sta?
“Zapata oggi sembrava più affaticato rispetto a poco tempo fa, ma deve giocare e la sua presenza ci dà moltissimo. Paradossalmente sembrava più affaticato nel primo tempo che nel secondo. Non ha giocato per tanto, ma può crescere di condizione”.

Come fate a trasformare così i giocatori?
“Le componenti sono tante. A Bergamo vengono tutti con grande entusiasmo, magari alcuni sono poco conosciuti ma nell’Atalanta vedono opportunità di crescere e sviluppo. C’è il gioco, gli allenamenti, le strutture e i comportamenti forniti dalla società, ma anche l’entusiasmo che ci circonda da parte della gente. Ci chiedono di fare delle belle prestazioni, e questo ci spinge”.

Ieri Barrow ha fatto due gol.
“Sì, lui, lo stesso Pessina, Kulusevski… Tutti molto forti ma da noi potevano giocare poco. Sono giocatori di valore e lo stanno dimostrando pure nelle loro squadre. Giocatori come Barrow e Ibanez sono punti di forza di questa società. Io poi voglio una rosa ristretta, e Musa è un ragazzo straordinario: ho esultato come se avessimo segnato noi, e dico per l’affetto. Non solo perché ha segnato alla Roma”.

Tuttomercatoweb.com

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