di Flavio Ognissanti

Si può vincere, si può perdere, si può pareggiare. Questo però deve essere sempre fatto con stile. Anche quando, lo diciamo chiaramente, ti fischiano un rigore contro all’ultimo minuto che non c’è.

Un torto arbitrale, anzi più di uno ne ha subito all’andata la stessa Fiorentina contro l’Inter, oppure a Roma, dove i nerazzurri furono nettamente favoriti, non deve far perdere lo stile e la testa.

Che colpa ha Chiesa se l’arbitro ha dato un rigore che non c’è? Che colpa ha la memoria di Astori? Che colpa ha la Fiorentina?

Ormai il pregiudizio su Federico Chiesa sta raggiungendo vette inavvicinabili, dopo la partita di ieri molti interisti frustrati, si frustrati è la parola giusta, se la sono presa con Chiesa additandolo come simulatore. Ma esattamente per quale motivo particolare? Non si sa, o meglio non c’è. La sola colpa del capitano viola ieri è stata quella di essere imprendibile per i giocatori con la maglia bianca oppure per essersi arrabbiato per una sceneggiata da Circo Togni di Lautaro Martinez rimasto a terra minuti interi per una botta sul labbro.

Idem per il discorso Astori, ma davvero in questo mondo c’è gente che per un rigore subito si mette a insultare tutto e tutti perdendo la testa anche andando a infangare la memoria di una persona tragicamente scomparsa? Davvero esiste gente cosi?

Infine la Fiorentina, che secondo qualcuno è la nuova Juventus. Gente che non conosce la storia, non conosce quella della Fiorentina e nemmeno di questo campionato, dove ha visto più di una volta la squadra viola penalizzata. Vedi le partite contro Inter all’andata, Genoa o Sampdoria.

Oggi Marotta parla di danno irreparabile, cosa dovrebbe dire la Roma per quanto successo all’andata? Cosa avrebbe dovuto dire la Fiorentina dopo quanto successo a San Siro a settembre? Rigore per tocco di polpastrello, rigore netto non dato su Chiesa, mancato rosso ad Asamoah. Eppure le proteste, che ci sono state, hanno avuto un limite, una decenza ma sopratutto uno stile. Senza esser andati ad insultare nessuno.

Il mondo viola ha ammesso l’errore dell’arbitro Abisso, in passato però non abbiamo visto le stesse ammissioni, lo stesso stile nell’ammettere il favore.

Adesso a farne le spese sarà la squadra viola e la sua immagine, come diceva Albert Einstein, «È più facile scindere un atomo che abolire un pregiudizio». E ad oggi pregiudizi sulla Fiorentina e sul suo giocatore più forte ce ne sono tanti, troppi. Senza un motivo valido e reale. Aspettiamo la controprova.